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Cilento

Cilento: la celebrazione di San Biagio

Una data importante nella ritualità contadina

Di:
Emma Mutalipassi
Pubblicato il: 02/01/2021
Aggiornato il: 29/01/2021
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Il 3 febbraio si celebra San Biagio. Insieme alla Candelora (2 febbraio) rappresentavano e forse rappresentano una tappa importante nei ritmi di vita della società contadina del Cilento, perché queste festività ponevano fine ai rigori ed alla forzata pausa dell’inverno e, con i primi tepori della primavera annunziata, vi era la ripresa dei lavori nei campi.
L’inverno, però, poteva riservare all’improvviso pericolosi colpi di coda e scaricare ancora freddo, gelo e neve. Ma, a proteggere l’incauto contadino, ci pensava san Biagio.

Si tratta di un Santo conosciuto e venerato tanto in Occidente quanto in Oriente. Vissuto nel IV secolo, era un medico di origine armena. È ritenuto dalla tradizione vescovo della città di Sebaste in Armenia, dove operò numerosi miracoli.

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Le reliquie di San Biagio, morto martire intorno all’anno 316, sono custodite nella Basilica di Maratea (Potenza), città di cui è protettore. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Venerato in moltissime città e località italiane, sono diffusi ancor oggi i riti in onore di questo Santo.

E’ celebrato a Casal Velino, Altavilla Silentina, Sicilì, Matonti, Montecorice e Ottati, protettore della gola, sulla cui origine ci sono differenti versioni.

In Cilento i fedeli accorrevano in massa a farsi ungere d’olio benedetto, ancora oggi il gesto ispirato del sacerdote che scandisce formule propiziatorie cariche di mistero viene ripetuto e fortemente sentito. Resta nelle chiese del Cilento, così belle nella loro semplicità, questa ritualità carica di fascino e di mistero. Ci sono ancora tanti fedeli che hanno l’abitudine di ripetere i gesti e la tradizione di pietà in occasione delle feste della Candelora e di san Biagio.

Questi rituali rispecchiano un modo tutto proprio di intendere e vivere la religiosità legata allo scandirsi della vita ed ancora oggi è possibile trovarne delle tracce, un modo misto di mistero, superstizione e fede.

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