VIDEO | La quarantena social dei musicisti cilentani

Gli artisti campani provano a tenere alto il morale

concerto

Gli artisti cilentani e campani contribuiscono a tenere alto il morale in questi giorni di quarantena. Tanti sono i video postati sui social nei quali cantanti e musicisti cercano di esorcizzare la paura e regalare momenti di svago. In particolare il gruppo di musica popolare Sette Bocche ha riadattato il brano Mannaggia ‘e femmene che è diventato Mannaggia o’ coronavirus. Nel video gli otto componenti cantano insieme sebbene separati dalla quarantena grazie alla webcam.

https://www.facebook.com/infocilento/videos/3043975348997859/

C’è poi il Peppe Cirillo che posta un video in cui interpreta un brano della tradizione popolare e successivamente invita a rimanere a casa per far sì che tutto vada nel verso giusto.

E ancora, una meravigliosa versione di Soni a Battenti del M° Pino De Vittorio vede la partecipazione a distanza di Angelo Loia, Giustina Gambardella, Francesco Citera e Davide Sorrentino.

https://www.facebook.com/infocilento/videos/219957189083157/

Con la musica, dunque, non solo si cerca di combattere la noia, ma anche lo stress psicologico generato dal clima di apprensione e dallo stravolgimento delle abitudini quotidiane. Gli artisti, tuttavia, sono tra le categorie di lavoratori maggiormente colpite dallo stop alle attività e per questo è stata lanciata una petizione on line con l’hashtag #velesuoniamo. Tra le motivazioni della petizione si legge: “Il 99% degli artisti e delle professionalità che ruotano intorno al mondo dei concerti e della didattica è a casa da settimane senza prospettive e, soprattutto, senza alcuna protezione economica e previdenziale. Se la perdita economica per il mondo dello spettacolo è stata valutata, ad ora, in circa 8 miliardi di euro parte di questi interessano il nostro mondo che consta di migliaia di musicisti e di concerti con un indotto di professionalità “intermittenti” che oggi sono a casa in estrema difficoltà. Chiediamo dunque al Governo non solo di proteggere la nostra categoria in questo difficile momento ma, e soprattutto, di ripartire dal vuoto di ora per ridisegnare i diritti e i doveri di una compagine professionale che opera con criteri e meccanismi diversi rispetto ad altre realtà del Paese.”

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