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Ospedale di Polla, Babino lancia l’allarme: a rischio anche ginecologia e pediatria

Parla l'ex direttore sanitario del "Curto"

Redazione Infocilento
14/11/2018 11:05 AM
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“Sappiamo che il Vallo di Diano non è all’attenzione della politica che conta e vorremmo tanto che lo fosse. Perché è la politica a decidere, non il Comitato percorso nascite del Ministero della salute, che sta a Roma e che è stato chiamato ad esprimere solo un parere su deroghe dalla normativa nazionale.
Un parere non è una decisione e dagli atti resi noti dalla stessa stampa risulta che la decisione, ovvero il provvedimento finalizzato a chiudere i punti nascita di Polla e Sapri, è stato adottato dalla Regione Campania e pubblicato sul BURC nella giornata di ieri 12 novembre 2018”. E’ quanto dichiara l’ex direttore sanitario del “Curto” di Polla, Nunzio Antonio Babino.

QUest’ultimo ricorda anche che “Il parere sulla richiesta di deroga risale ad agosto 2018 (prot.24125 -8-08082018) e nessuno ne ha mai parlato pubblicamente. Del resto ben sappiamo come il nostro Sistema sanitario sia di esclusiva competenza regionale, per legge dello Stato”.

Chi e perché ha deciso in danno del Vallo di Diano?
“, si chiede Babino che evidenzia anche ulteriori pericoli: “nel 2016 sono nati a Polla 345 bambini, a Sapri 296, a Vallo della Lucania 263.
Lo stesso andamento delle nascite si è verificato anche negli anni precedenti.
Perché dunque viene mantenuto il Centro nascite a Vallo della Lucania, che rispetto a Polla e Sapri è il Presidio con meno nascite?
Si ignora colpevolmente, perciò mi permetto di ricordarlo, che a A Polla nei Reparti di Ostetricia-Ginecologia, Pediatria e nel Nido, con caratteristiche di Unità neonatale, ci sono gli spazi molto più ampi, rispetto a quelli che ha Vallo della Lucania o Sapri.
Si ignora, colpevolmente, che il maggior numero di personale in servizio (Ostetrici-Ginecologi, Ostetriche, Pediatri, Infermieri) sono in servizio a Polla.
Si ignora, colpevolmente, che chiudere il Centro nascita di Polla significa chiudere anche la Ginecologia, il Nido (con spazi ed attrezzature da vera ed autonoma Unità neonatale) ed anche la Pediatria, come si legge nello stesso provvedimento regionale.
Quale enorme disagio per le donne (non solo partorienti) e per i bambini del Vallo di Diano !
Raggiungere Vallo della Lucania significa girare per Eboli e/o per Sapri. Occorre più di un’ora di viaggio!”

E ancora: “Senza il Centro nascite, come può funzionare il Pronto soccorso ginecologico ed il Pronto soccorso pediatrico, da sempre il punto forte dell’Ospedale di Polla?
Dunque le decisioni vanno riviste!
Tutti sappiamo bene che le decisioni spettano alla politica. Non vi sono deroghe!
Che significa richiedere di nuovo pareri su deroghe, che sono in contrasto con l’obiettivo della la normativa nazionale (che tutti conosciamo da anni) di mantenere soltanto i Centri nascita con almeno 500 nati/anno?
E’ chiaro che a Sud di Salerno, per quasi mille nati ogni anno spetterebbero quasi due Centri nascita.
Se è uno soltanto ed è ubicato a Vallo della Lucania bisogna sapere che, relativamente al Presidio di Vallo della Lucania, la Commissione nazionale, così come scritto negli atti, ha espresso parere positivo sulla deroga soltanto per un anno.
Evidentemente esistono dubbi sulla reale possibilità di far partorire a Vallo tutte le donne del territorio a Sud di Salerno, circa 250 mila abitanti.
Evidentemente la Commissione avrà avuto qualche dubbio anche sulla reale recettività e capacità del Reparto Ostetricia e Unità neonatale di Vallo a concentrare quasi mille nascite/anno.
Ed allora bisogna decidere, più che riproporre richiesta di parere su deroghe.
Polla ha gli spazi e le attrezzature (addirittura ha una sala operatoria dedicata), ha il personale medico ed infermieristico e quindi la capacità di essere Centro nascite, molto più di Vallo della Lucania e di Sapri.
Verificate!
Vero è che a Sud di Salerno è ragionevole individuare almeno due punti nascita, essendo i parti complessivamente quasi mille ogni anno.
Polla può essere almeno uno dei due punti nascita da individuare!”

“Se Vallo della Lucania, dopo un anno, si rivelasse insufficiente per gli spazi e per il personale in servizio, volete che un vasto territorio, esteso quasi come la Valle d’Aosta ed il Molise, resti senza Centro nascite ?
Che cosa significa ciò si legge nel provvedimento regionale: “i posti letto in chiusura…. vanno riprogrammati ad altre discipline”? In base a quali necessità?
Il primo gennaio 2019, giorno deciso per la chiusura, è purtroppo assai vicino.
Verificate il numero dei parti, gli spazi disponibili ed il personale in servizio e poi decidete!”, conclude Babino.

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