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Campania, mare e spiagge invase da plastica e spazzatura

In 25 spiagge campane monitorate da Legambiente una media di 686 rifiuti ogni 100 metri: regina indiscussa la plastica, presente per il 78%

Comunicato Stampa
06/07/2017 3:30 PM
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In 25 spiagge campane monitorate da Legambiente una media di 686 rifiuti ogni 100 metri: regina indiscussa la plastica, presente per il 78%

Il Mar Mediterraneo rischia di diventare sempre più un mare magnum di plastica e spazzatura con rifiuti galleggianti, adagiati su spiagge e fondali o invasi da quelli diventati tanti minuscoli e invisibili frammenti.

Ma quanto costa ai cittadini, dal punto di vista ambientale ed economico, questo problema? Su scala europea, secondo uno studio commissionato ad Arcadis dall’Unione Europea, il solo costo totale stimato per la pulizia di tutte le spiagge dai rifiuti ammonta a 411,75 milioni di euro. Basti pensare che solo in Campania Legambiente ha monitorato nello scorso mese di maggio 25 spiagge per un totale di 69mila metri quadrati, rilevando una media di 686 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia per un totale di 17.161 rifiuti spiaggiati. La situazione più critica è stata registrata sulla spiaggia Oasi dei Varicone di Castel Volturno dove è stato trovato il più alto numero di rifiuti: 2102 rifiuti in 100 metri. Dei rifiuti rinvenuti, il 78% riguarda materiale in plastica. Maglia nera anche per la spiaggia libera Foce Tusciano di Battipaglia con 1565 rifiuti in 100 metri di spiaggia, di cui 77% dei rifiuti monitorati è plastica. Segue la spiaggia Lungomare Colombo di Salerno dove in 100 metri di spiaggia sono stati rinvenuti 1436 rifiuti, di cui il 41% rappresentato da mozziconi di sigarette.

Ridurre nei prossimi anni il problema della plastica in mare salvando gli oceani, i mari e le spiagge non è una sfida impossibile. Basterebbe estendere entro il 2020 la messa il bando delle buste di plastica non compostabili in tutti gli Stati del Mediterraneo e non; incentivare una maggiore cooperazione tra i Paesi, diffondere una corretta gestione dei rifiuti, incrementare le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, amministrazioni locali e categorie produttive; potenziare le politiche di prevenzione e la ricerca scientifica e raccogliere la sfida dell’economia circolare. Senza dimenticare il contributo che i cittadini – la cosiddetta “citizen science” – organizzati possono dare alla conoscenza dei problemi ambientali.

“Recentemente abbiamo portato all’attenzione dell’Onu, durante la conferenza sugli oceani, anche il caso del nostro mar Mediterraneo soffocato dallo stesso problema degli oceani, il marine litter, che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti e mondiali – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente –. La cattiva gestione dei rifiuti a monte e la maladepurazione restano la principale causa del fenomeno del marine litter. Al tempo stesso i nostri dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini potrebbero essere riciclati. Se si mettessero quindi in campo delle politiche di prevenzione ad hoc, oltre a ridurre i rifiuti in mare, si avrebbero risultati non indifferenti dal punto di vista economico”.

Nella mappa interattiva “beach litter Mediterraneo”, che Legambiente ha presentato all’Onu, è riportato il monitoraggio scientifico sul beach litter realizzato su 105 spiagge di 8 Paesi mediterranei (Italia, Algeria, Croazia, Francia, Grecia, Spagna, Tunisia, Turchia) monitorate tra il 2014 e il 2017, nell’ambito di Clean Up the Med, la più grande campagna di volontariato lungo le coste del Mediterraneo, coordinata da Legambiente.

Al primo posto della top five campana i mozziconi di sigaretta, presenti su tutte e 25 le spiagge monitorate, che rappresentano infatti il 40% dei mozziconi di sigaretta trovati su tutte le spiagge italiane monitorate. Anche le bottiglie di plastica per bevande salgono rispetto alla classifica nazionale passando dal quinto posto al secondo, i tappi ed i coperchi invece scendono dal secondo al terzo posto pur rappresentando, quelli trovati in Campania, il 37% di quelli trovati complessivamente in tutte le spiagge d’Italia. Infine al quarto posto le stoviglie usa e getta di carta e plastica, solo al settimo su scala nazionale.

L’inefficienza dei sistemi depurativi, denunciata da tanti anni da Goletta Verde si ripercuote anche sulla presenza dei rifiuti sulle spiagge, responsabile della presenza del 4% del beach litter sulle spiagge campane monitorate (bastoncini cotonati, blister di medicinali, contenitori delle lenti a contatto, piccoli aghi da insulina, assorbenti e altri oggetti di questo tipo).

Inoltre, durante l’estate 2016 con Goletta Verde è stata monitorata per il terzo anno consecutivo la presenza dei rifiuti galleggianti (attività che sarà ripetuta anche quest’anno). La densità dei rifiuti riscontrata per l’intera area indagata è di 58 rifiuti per ogni kmq di mare. La densità più alta è stata registrata nel mar Tirreno (62 rifiuti/kmq). Rispetto ai 49 transetti effettuati lungo le coste italiane, la densità massima dei rifiuti è stata registrata nella navigazione tra il nord ovest di Capri e Punta Campanella, dove è stata calcolata una densità di rifiuti quasi 4 volte superiore rispetto alla media nazionale con 227 rifiuti al km2 di mare. Il triplo della densità media nazionale è stata registrata anche tra Casamicciola Terme (Ischia) e il Golfo di Napoli con 179 rifiuti al km2 di mare. Anche in questo caso il 96% dei rifiuti è costituito da plastica.

Legambiente, con Goletta Verde e “Spiagge e fondali puliti”, mette in campo da anni esperienze diffuse di monitoraggi scientifici, considerate da più fonti istituzionali internazionali come una delle esperienze più avanzate al mondo della “citizen science”. Il coinvolgimento, dei cittadini, delle associazioni, della società civile e di imprenditori virtuosi nell’affrontare i problemi ambientali è un punto cardine anche nell’azione di Goletta dei Fiumi, una campagna di Legambiente Campania dedicata al monitoraggio, alla prevenzione e all’informazione sui bacini idrografici della regione, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul completamento delle infrastrutture depurative, sul controllo del territorio per impedire lo sversamento illecito di scarichi non depurati e sul rischio idrogeologico che interessa questi bacini. Una campagna partita nel 2014 lungo il fiume Sarno e che da quest’anno coinvolgerà anche il fiume Sele. Per la prima volta, inoltre, grazie alla collaborazione dell’IPCB CNR di Pozzuoli sarà monitorato anche il microlitter nelle acque dei due corsi d’acqua.

“Il nostro intento è quello non solo di informare e sensibilizzare i cittadini, sollecitare le amministrazioni, ma mettere in rete il mondo della ricerca, dell’impresa e dell’Università per tracciare un un percorso partecipato per promuovere la riduzione del fenomeno delle microplastiche e degli altri inquinanti nelle acque dei nostri fiumi e dei nostri mari – dichiara Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania -. L’inquinamento marino è fortemente legato all’inquinamento dei fiumi, la prevenzione dell’inquinamento marino inizia, dunque, da quella dell’inquinamento fluviale. Legambiente da alcuni anni sta incrementando il suo impegno per i fiumi campani con la campagna di monitoraggio del fiume Sarno che quest’anno sarà estesa anche al Fiume Sele. Vogliamo coinvolgere i cittadini in iniziative di sensibilizzazione perché il rispetto del territorio sia il primo passo per difendere il nostro straordinario patrimonio paesaggistico e ambientale, storico e culturale ed agroalimentare”.

Tutti temi che saranno affrontati questo pomeriggio, alle ore 18, presso la sede dalla Stazione Marittima di Salerno nel corso dell’incontro “Dai fiumi ai mari: il viaggio di rifiuti, microplastiche e inquinanti. Costruire nuove strategie e nuove alleanze per la tutela degli ambienti acquatici”. L’iniziativa si inserisce nel programma della tappa salernitana della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a tutela dei mari e delle coste italiane, realizzata anche grazie al sostegno del CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau!. All’incontro saranno presenti: Michele Buonomo, Presidente Legambiente Campania; Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico Legambiente; Serena Carpentieri, responsabile Campagne di Legambiente; Fulvio Bonavitacola; Vice Presidente con delega all’Ambiente Regione Campania; Federico Di Penta, Relazioni internazionali Marevivo; Cristina Cocca, IPCB CNR Pozzuoli (NA); Daniele Biscontini, Progetto Emersum; Antonio Diana, Erreplast; Luca Pucci, comitato scientifico Legambiente Campania; Vito Busillo, Consorzio Bonifica Destra Sele; Gennaro Velaro, AOA Organizzazione di produttori; Giusy Lofrano, Università degli Studi di Salerno.

Sempre nell’ottica di potenziare le politiche di prevenzione di riduzione dei rifiuti e raccogliere la sfida dell’economia circolare, questa sera a Salerno sarà inoltre presentato il protocollo di intesa “Esercenti sostenibili”, sottoscritto da Legambiente Campania e Confesercenti Salerno. Tra i punti previsti nell’intesa l’impegno degli esercenti salernitani al rispetto della normativa sui sacchetti di plastica usa e getta non biodegradabile per ridurre il record non invidiabile di consumo di shopper nel nostro Paese (25 miliardi all’anno, pari al 25% del totale utilizzato nei 27 paesi membri dell’Unione europea); oltre ad attività di promozione e sensibilizzazione rispetto la riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata di qualità, risparmio idrico ed energetico.

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