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Attualità

Voucher: nel Cilento uno dei comuni italiani dove se ne fa più uso

Polemica dei sindacati sui voucher: "così si toglie lavoro stabile"

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 25/02/2017
Aggiornato il: 25/02/2017
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Polemica dei sindacati: “così si toglie lavoro stabile”

Sette comuni italiani sono tra i primi 200 utilizzatori di voucher. E’ quanto dicono i dati relativi al 2016, forniti da Inps e Cgil e rielaborati dalla Funzione Pubblica. La spesa complessiva ammontata a 2.418.150 euro per 1.078 lavoratori. Di questi sette ben cinque sono campani ed uno è in Provincia di Salerno, più precisamente nel Cilento. Si tratta di Vallo della Lucania che si posizione insieme a Benevento, Padova, Vasto, Trecase e Boscoreale tra gli enti che maggiormente usufruiscono di buoni lavoro dal valore netto di 7,50 euro all’ora.

A Benevento i prestatori sono stati 201 per una spesa complessiva di 721.510 euro, a Padova 135 prestatori per 361.330 euro, a Vallo della Lucania, sempre stando ai dati forniti da Inps e Cgil, 401 prestatori per 334.400 euro. Più indietro le altre località.

La Funzione Pubblica Cgil sottolinea inoltre che secondo i dati ricevuti dall’Inps,”ci sono molti altri Comuni che ovviamente utilizzano i voucher ma solo guardando ai primi 200 utilizzatori in totale e solo per queste 7 amministrazioni i prestatori di lavoro accessorio” sono stati appunto 1.078 per una spesa complessiva di 2.418.150 euro. I voucher vengono utilizzati per attività che hanno causali ricorrenti, “quali manifestazioni sportive fieristiche ed eventi culturali o lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione dell’ente, mentre alcune risultano non classificate”.

Ecco perché i voucher hanno tolto lavoro ai cittadini – Nella lista dei primi 200 figurano inoltre, spiega ancora la Fp Cgil, anche altre strutture della Pa, dei servizi sociali e assistenziali. “Questo dimostra che – osserva la segretaria, Serena Sorrentino – il blocco delle assunzioni ha spostato al di fuori del rapporto di lavoro pubblico fette di lavoro che tra appalti, esternalizzazioni e precariato hanno tolto opportunità di impiego stabile a tanti e prodotto diseconomie, il cui prezzo lo hanno pagato i lavoratori e i cittadini”.

“Troppo ricorso ai voucher, necessario sblocco assunzioni” – Secondo Sorrentino, inoltre, “c’è una grande sperequazione tra le qualifiche per le quali i Comuni hanno fatto ricorso ai voucher che dimostra quanto rinnovare il contratto e aggiornare i profili professionali sia una necessità ma soprattutto quanto sia improcrastinabile lo sblocco delle assunzioni”. Su questo punto la segretaria generale della Fp Cgil ricorda il varo del Testo Unico sul lavoro pubblico, previsto dalla riforma Madia, nel corso dell’ultimo Cdm: “Il nuovo Testo Unico – afferma – in coerenza con l’accordo sottoscritto il 30 novembre scorso, deve dare risposte ad entrambi i temi: stop alla precarietà e nuove politiche di reclutamento; ma il Governo deve dare risposte ai lavoratori pubblici anche sul fronte del rinnovo dei contratti, garantendo le risorse per assunzioni e incrementi delle retribuzioni”. Ed è in ragione di questo che “la Funzione Pubblica è in prima linea per la campagna referendaria della Cgil #ConsSì, perché voucher e appalti attraversano tutto il mondo dei servizi pubblici, ed è in campo per il rinnovo dei Contratti di lavoro, unica vera svolta per la Pubblica amministrazione”.

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