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Tribunale di Vallo della Lucania tra gli ultimi in Italia? De Luca: ecco le cause della crisi

Tribunale di Vallo della Lucania tra gli ultimi in Italia? De Luca: ecco le cause della crisi

Il presidente del Tribunale di Vallo della Lucania replica alle notizie sulle scarse perfomance del palazzo di giustizia.

Il presidente del Tribunale di Vallo della Lucania replica alle notizie sulle scarse perfomance del palazzo di giustizia.

VALLO DELLA LUCANIA. Il Tribunale di Vallo della Lucania, secondo i dati diffusi dal Ministero della Giustizia e riportati dal portale truenumbers.it, risulta al secondo posto tra i ‘peggiori in Italia’. ‘Colpa’ principalmente della lentezza con cui vanno avanti i processi.

Per il Presidente Gaetano De Luca, però, le problematiche del Palazzo di Giustizia vallese “sono ben note”, ma fin ora “non sono state affrontate con i provvedimenti che da tempo io ed i miei predecessori abbiamo richiesto”.

A contribuire in negativo sulle performance del Tribunale “la mancanza di magistrati locali che ha fatto di Vallo una sede ad alto avvicendamento di giudici per cui vi prestano servizio solo magistrati di prima nomina; il breve periodo di permanenza di ognuno di loro: tre anni che si riducono anche ad uno in caso, ricorrente, di maternità; i tempi per le sostituzioni di coloro che sono trasferiti; la naturale non elevatissima  produttività dei magistrati di prima nomina; l’alta causidicità della zona, l’elevato numero degli avvocati (oltre 700), la mancata dichiarazione  di sede disagiata che comporterebbe maggiori compensi e punteggi per i giudici ad essa assegnati; il mancato adeguamento della pianta organica (12 giudici compreso il presidente)”.

Attualmente, evidenzia ancora il presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, “un giudice civile (ce ne dovrebbero essere cinque) ha 1350 processi ruolo, oltre 1.500 un giudice monocratico penale”. “Fra poco, a fine anno, su dodici magistrati ne resteranno in servizio sei almeno fino a settembre del 2017”. “Lascio a Voi le dovute riflessioni”, conclude laconico De Luca.

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