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Laureana Cilento Turismo. Scopri il comune di Laureana Cilento

Laureana Cilento, un paese ricco di storia

La Storia di Laureana Cilento.

Adagiata su colline digradanti verso il mare, tra le vallate di Agropoli e di Castellabate, nella frescura della macchia mediterranea, Laureana contempla il mare e le luci che punteggiano di notte il Golfo di Salerno, fino alla sagoma dell’isola di Capri.
Il paese è ricco di storia: le origini risalgono all’arrivo dei Basiliani che costruirono vari cenobi.
Forse dalle “laure” basiliane prese il nome il castello (Castellum Lauri) costruito per difendersi dai Saraceni; oppure dai lauri che crescono copiosi in questa zona. Lauriano era l’antico nome, trasformatesi nella denominazione attuale in epoca recente.
Nel Medioevo Laureana era molto popolata. La sua posizione, al centro delle vie di comunicazione che scendevano dalla zona montuosa soprastante, era particolarmente adatta per difendersi dagli assalti che venivano dal mare.
Posseduto e ceduto varie volte dai Sanseverino, il feudo attraversò numerose vicissitudini, fino al suo frazionamento e impoverimento.
In epoca medioevale sorsero due casali, San Martino e Matonti.

Un panorama di Laureana Cilento

Un panorama di Laureana Cilento

Cosa Visitare a Laureana Cilento.

L’antico Castellum Lauri, poi Palazzo Feudale, di probabile origine longobarda, citato in numerosi documenti antichi, con resti di torri dalle fondamenta a sezione quadrata, è stato modificato attraverso i secoli dalle famiglie Sanfelice e del Mercato.

Oltre alla Parrocchiale di Santa Maria del Paradiso è degna di nota la Cappella dell’Annunziata, con portale in stile gotico e un affresco rappresentante l’Annunciazione, che custodisce anche opere preziose come un’acquasantiera, un bassorilievo, un quadro con l’Arcangelo Gabriele e una Madonna lignea.
Ricostruito nel dopoguerra, dell’antica struttura il Convento di San Michele conserva ormai solo il nome.
A fondovalle, verso Torchiara, troviamo il Santuario dell’Acquasanta, con una piccola chiesa e un pozzetto in marmo del Seicento che raccoglie le acque sorgive ritenute miracolose.
San Cono è il protettore del paese, festeggiato il 3 giugno di ogni anno.
È andata distrutta una cappella a lui dedicata e che ne custodiva le reliquie, traslate nella Chiesa Madre.
Prima di entrare nel paese si staglia netto e imponente il Palazzo Cagnano, costruzione ottocentesca di ispirazione non cilentana, a tre piani con scale interne e arco rampante, attuale sede della locale Comunità Montana.

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