Il Tribunale di Lagonegro ha aperto ufficialmente il dibattimento nel procedimento giudiziario che vede coinvolto il Sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, insieme ad altre sei persone. L’inchiesta, che ipotizza a vario titolo il reato di corruzione, è entrata nel vivo dopo il rinvio a giudizio disposto lo scorso 2 marzo. La prima udienza si è svolta davanti al collegio giudicante presieduto dal magistrato Edvige Centore, segnando l’inizio di un iter processuale destinato a chiarire le presunte irregolarità nella gestione della cosa pubblica.
Le eccezioni della difesa e il nodo delle intercettazioni
Nel corso della seduta d’esordio, i legali del primo cittadino, gli avvocati Felice Lentini e Vincenzo Speranza, hanno sollevato alcune eccezioni preliminari di natura tecnica. Al centro della strategia difensiva vi è la richiesta di ostensione integrale delle intercettazioni telefoniche. La difesa mira a ottenere l’accesso completo ai file audio per rintracciare elementi che potrebbero ribaltare l’impianto accusatorio.
“Oggi abbiamo reiterato eccezioni che erano state già proposte in sede di udienza preliminare e che abbiamo dovuto proporre per evitare preclusioni e decadenza”, hanno dichiarato gli avvocati Speranza e Lentini. “È necessario accedere alla banca dati completa dei file audio delle intercettazioni, al fine di potere acquisire parti di intercettazioni che probabilmente la procura non ha ritenuto rilevanti e che invece nell’ottica e nella prospettiva della difesa si possono rivelare decisive”.
La costituzione delle parti civili e la posizione della minoranza
Un altro punto di scontro riguarda la legittimità della partecipazione dei consiglieri di minoranza in qualità di parti civili. La difesa ha avanzato una richiesta di revoca della loro ammissione, sulla quale il tribunale si pronuncerà nella prossima seduta. Di contro, l’avvocato Franco Maldonato, legale del gruppo consiliare di opposizione, ha difeso la scelta richiamando le prerogative normative che consentono a ciascun elettore di costituirsi parte civile qualora l’ente locale decida di non procedere autonomamente.
La strategia difensiva nel merito: prove documentali e testimonianze
Oltre alle questioni procedurali, i difensori del Sindaco Fortunato hanno delineato la linea che seguiranno durante il dibattimento, manifestando estrema fiducia nell’esito del giudizio. L’obiettivo è dimostrare l’assoluta estraneità dell’imputato rispetto alle condotte contestate attraverso un corposo apparato documentale e testimoniale.
“Noi punteremo soprattutto a difenderci nel merito del procedimento perché riteniamo che vi siano molteplici elementi di prova oggettiva che sconfessano le accuse di cui il Sindaco Fortunato è risultato destinatario”, hanno sottolineato i legali. “Siamo sicuri di riuscire a dimostrare che l’ingegnere Fortunato è totalmente estraneo ai fatti e alle condotte che gli vengono contestate. Ci sono prove documentali che smentiscono le circostanze riferite da alcuni testi”.
La difesa ha inoltre articolato una lista testimoniale molto estesa, che coinvolge centinaia di persone entrate in contatto con l’ufficio tecnico del Comune negli ultimi dieci anni, per verificare l’eventuale esistenza di pressioni o richieste illecite. Il collegio giudicante scioglierà le riserve sulle eccezioni presentate nella prossima udienza, già fissata per il 10 aprile.
