Il calendario segna una data che in tanti delle comunità di Giungano e Capaccio Paestum ricordano: il 18 marzo. Sono trascorsi sette anni da quando Franco Palumbo si è spento, lasciando un vuoto profondo nel tessuto sociale e politico del territorio. Colpito da una malattia incurabile, l’ex primo cittadino ha affrontato il suo percorso clinico con una tenacia esemplare, senza mai cedere allo sconforto, confermando quella forza d’animo che aveva contraddistinto tutta la sua vita pubblica e privata.
La battaglia contro la malattia e l’impegno civile
Il calvario di Palumbo ebbe inizio nel novembre 2017, in un momento simbolico della sua attività amministrativa. Durante un incontro pubblico sul Piano Urbanistico Comunale (Puc) in località Laura, un malore improvviso lo colse privo di conoscenza. Il trasferimento d’urgenza presso l’ospedale “Ruggi” di Salerno rivelò immediatamente la gravità della situazione. Nonostante il tempestivo intervento chirurgico e la determinazione nel voler tornare ai propri doveri, la patologia ha ripreso il sopravvento, portandolo alla prematura scomparsa all’età di soli 54 anni.
Una carriera tra divise e istituzioni
La figura di Franco Palumbo resta scolpita nella memoria collettiva non solo per il suo ruolo politico, ma anche per il suo servizio nello Stato come maresciallo dei carabinieri del nucleo tutela del lavoro. Questa duplice veste di servitore delle istituzioni e amministratore locale ne ha forgiato il profilo di uomo rigoroso e, al contempo, profondamente umano. Dopo aver guidato per lungo tempo il Comune di Giungano, la sua visione politica lo aveva portato a candidarsi e vincere a Capaccio Paestum, dove ha esercitato il mandato di sindaco fino alla sfiducia del dicembre 2019.
Il segno di una personalità garbata e lungimirante
Ciò che più manca alla comunità, oltre alla sua competenza tecnica, è la personalità garbata e la capacità di visione che Palumbo sapeva applicare a ogni progetto. Era considerato un uomo di grande lungimiranza, capace di dialogare con i cittadini e di interpretare le esigenze del territorio con un garbo istituzionale d’altri tempi.
La sua scomparsa rappresenta la perdita di un punto di riferimento per chiunque abbia avuto la fortuna di collaborare con lui o di incrociare il suo cammino, ma il suo esempio di resilienza continua a vivere nel ricordo dei suoi concittadini.

🙏🙏