La sola ipotesi della presenza del generale israeliano Ofer Winter a Paestum ha innescato una vera e propria sollevazione popolare e istituzionale nel territorio cilentano. Da giorni, voci insistenti indicavano l’alto ufficiale come possibile ospite di un evento ebraico in occasione della Pasqua presso l’Hotel Ariaton. La notizia ha compattato associazioni per i diritti umani, ambientalisti e comuni cittadini, tutti uniti in un coro di fermo dissenso contro l’arrivo di una figura accusata, a loro dire, di gravi violazioni dei diritti internazionali.
La mobilitazione delle istituzioni e di Amnesty International
Il fronte del “no” non è rimasto confinato alle proteste di piazza o ai social network, ma ha trovato sponda nelle istituzioni locali. Il Comune di San Giovanni a Piro ha formalizzato la propria posizione attraverso una delibera ufficiale che mette nero su bianco l’opposizione alla presenza del generale sul territorio.
A dare ulteriore peso legale alla vicenda è intervenuta Amnesty International, che ha confermato il deposito di un esposto presso la Procura di Roma. L’organizzazione ha chiesto un intervento diretto del Ministro della Giustizia per “permettere alla giustizia italiana di arrestare e indagare il sospetto criminale di guerra Ofer Winter”. Le accuse mosse nei suoi confronti riguardano presunti atti di genocidio e crimini di guerra compiuti durante le operazioni militari.
Il giallo della prenotazione a Paestum
Nonostante il clamore, la reale presenza di Winter a Paestum rimane avvolta nel dubbio. La direzione dell’Hotel Ariaton, interpellata sulla questione da InfoCilento, ha confermato di aver ricevuto richieste di informazioni per il soggiorno di un gruppo ebraico, ma ha precisato di non essere a conoscenza dell’identità dei singoli partecipanti e, soprattutto, di non aver ricevuto alcuna conferma definitiva per la prenotazione. Ad oggi, dunque, non esiste alcuna prova documentale che il generale si trovasse effettivamente in viaggio verso la città dei Templi.
La replica di Winter: “Onorato di non venire in Europa”
A chiudere il cerchio delle speculazioni è stato lo stesso Ofer Winter attraverso i propri canali social. Il generale ha smentito l’ipotesi del viaggio in Italia, lanciando al contempo pesanti accuse verso i suoi detrattori europei, definiti provocatoriamente “terroristi”. Nel suo messaggio, Winter ha rivendicato con forza le proprie azioni militari e politiche, rispondendo punto su punto alle accuse che gli vengono mosse.
“Ho sentito che alcuni terroristi europei hanno presentato una richiesta contro di me in Italia per ‘crimini di guerra’. Quindi, di cosa sono accusato?” ha scritto il generale, citando poi i tre capi d’imputazione morale che gli vengono contestati: la procedura d’attacco a Gaza nel 2014, l’incoraggiamento all’emigrazione e l’assedio della Striscia.
Sulla questione dell’emigrazione, Winter ha dichiarato: “È un bene per loro ed è un bene per noi, e perciò rimane ancora la soluzione migliore verso la quale stiamo puntando”. In merito all’assedio, ha ribadito: “Penso ancora che fosse la soluzione migliore per vincere la guerra”. Il militare ha concluso con una sfida aperta alle restrizioni internazionali: “Sono pronto a pagarne il prezzo. E se il prezzo è non poter venire in Europa, ne sono onorato”.
