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Centola, consiglio comunale infuocato: dubbi su una firma del presidente del consiglio

La minoranza ha abbandonato la seduta

CENTOLA. Sono volate parole grosse nel corso dell’ultimo consiglio comunale tra maggioranze e minoranza. L’opposizione, infatti, ha contestato la legittimità della convocazione della seduta che aveva tra i punti all’ordine del giorno anche l’approvazione del bilancio consolidato.

Secondo i consiglieri comunali di minoranza, infatti, la firma del presidente del consiglio Rosa Valentina De Sanctis, apposta sotto l’avviso di convocazione sarebbe stata falsa. Questa convinzione è maturata dopo aver messo a confronto delle firme risultanti da precedenti documenti. Così, durante la seduta del 27 ottobre scorso, i componenti del “Movimento Civico Cambio” hanno contestato l’atto.

A suscitare ulteriori dubbi il fatto che quest’ultimo aveva una data di protocollo (20 ottobre) coincidente con un periodo in cui il presidente del consiglio era in vacanza e quindi non avrebbe potuto apporre la sua firma.

Il gruppo consiliare ha disconosciuto il documento poiché “dall’esame dell’avviso sembrerebbe che la firma non sia della diretta interessata e quantunque si trattasse della sua firma appare una stridente contraddizione con la data di protocollo perché risulta che l’interessata in quella data non risultasse in sede”. Di qui la richiesta di riconvocazione dell’assise.

Il presidente del consiglio ha confermato la titolarità della firma precisando di aver sottoscritto il documento prima della sua partenza, dunque sarebbe solo stato protocollato successivamente.

Critico il sindaco Carmelo Stanziola. “Abbiamo deciso insieme di discutere il consiglio comunale il 27 ottobre. Il presidente prima di andarsene in vacanza ha condiviso con la maggioranza gli argomenti di discutere all’ordine del giorno e ha firmato la convocazione di suo pugno”. “Il fatto solo che si pensi che qualcuno abbia potuto immaginare di falsificare quella firma è una cosa gravissima”, ha concluso.

Dopo un lungo alterco verbale tra maggioranza e minoranza i consiglieri d’opposizione hanno deciso di abbandonare l’aula: “non essendo esaustiva la spiegazione noi faremo le nostre azioni non certi della legittimità di questo consesso”, hanno detto.

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