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Cilento

Ogliastro Cilento: amministrazione a rischio. Minoranza chiede annullamento dell’ultimo consiglio comunale

Ogliastro Cilento: amministrazione a rischio. Minoranza chiede annullamento dell’ultimo consiglio comunale

Segnalate irregolarità nella convocazione dell’ultima assise

Segnalate irregolarità nella convocazione dell’ultima assise

OGLIASTRO CILENTO. Il consigliere comunale di minoranza, Gerarda Ariana, ha chiesto l’annullamento del consiglio comunale tenutosi lo scorso 6 giugno per violazione del principio stabilito dal testo unico degli enti locali di integrità dell’assise.

Il consiglio comunale, nell’ultima seduta, aveva tra i punti all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto della gestione 2016 e la surroga del consigliere Gianvincenzo Cirota (per decadenza) con Nicola Celso. Quest’ultimo, però, secondo la minoranza, ha ricevuto soltanto il 5 giugno, ovvero 18 ore prima della data di convocazione, l’avviso di nomina a consigliere. I tempi esigui non gli hanno permesso di presentarsi l’indomani alla seduta. Di qui la richiesta di invalidare la stessa, considerato che “La decadenza e la surroga sono previste dalle legge come momenti di garanzia per l’opposizione, nonché come atti di integrità del consiglio comunale”.

Ma la richiesta di annullamento del consiglio comunale potrebbe avere una conseguenza ben più grave: l’approvazione del rendiconto di gestione 2016, infatti, è avvenuta soltanto in seguito a diffida del Prefetto a rispettare i tempi previsti dalla legge. Pertanto, qualora vengano invalidati gli atti dell’ultimo consiglio comunale, verrebbe meno anche l’approvazione del rendiconto 2016 e ciò determinerebbe la caduta del consiglio comunale essendo scaduti i tempi necessari per provvedere ad una nuova approvazione: quindi il comune verrebbe commissariato

La richiesta del consigliere di minoranza Gerarda Ariana è stata inviata al sindaco del comune di Ogliastro Cilento, Michele Apolito, ma anche al Prefetto di Salerno e al Ministero dell’Interno. Al primo è indirizzata la diffida a “rimettere gli atti nel procedimento amministrativo corretto”, a Prefetto e Ministero a “provvedere d’ufficio”.

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