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Il teatro per promuovere il territorio: la mission della compagnia “I 100crammatinirussi”

Il teatro per promuovere il territorio: la mission della compagnia “I 100crammatinirussi”

Intervista al presidente Massimo Sica

Il teatro per promuovere il territorio: la mission della compagnia “I 100crammatinirussi”

Intervista al presidente Massimo Sica

Anche attraverso il teatro si può promuovere la cultura territorio. E’ quanto dimostra il lavoro svolto dalla Compagnia Amatoriale “I 100crammatinirussi”. Attiva ormai da due anni, a differenza degli altri gruppi teatrali, essa propone testi in dialetto cilentano ed ambientati nel Cilento. A spiegarci la mission della compagnia è il presidente Massimo Sica.

D –  Sebbene molti dei nostri lettori vi conoscono già, ricordiamo quando nasce la Compagnia Teatrale Amatoriale “I 100crammatinirussi”;

R- La nostra Compagnia, nasce nel 2015, grazie alla passione comune per il Teatro di un gruppo di amici di Piano Vetrale, frazione del Comune di Orria;

Massimo Sica

Massimo Sica

D- Come è stato scelto il nome della Compagnia, originale ma poco appetibile dal punto vista del marketing?;

R – Come è noto nei piccoli Comuni ogni famiglia viene distinta dalle altre, oltre che dal cognome, anche da un nomignolo, un soprannome. Il nome della Compagnia è il risultato di una sintesi, una sorta di acronimo, dei soprannomi delle famiglie di origine dei fondatori;

D – Quali i vostri obiettivi e valori fondanti?;

R – I nostri valori e finalità fondanti, sono proprie di tutte le associazioni culturali. Nel nostro caso le abbiamo esplicitate all’art.  4 dello Statuto Sociale, ovvero: “L’Associazione persegue in particolare finalità culturali; si prefigge, recitando e portando in scena commedie, drammi, opere di ogni genere, non solo per il puro scopo del divertimento ma con la finalità di promuovere e produrre la cultura del teatro; nonché organizzare corsi di preparazione e formazione, laboratori teatrali e scuola di recitazione e danza, quant’altro si reputerà necessario per il raggiungimento e l’arricchimento delle finalità sociali. Il tutto, prediligendo testi in dialetto cilentano per preservarlo quale identità culturale”;

D – Questa è la differenza sostanziale tra la vostra Compagnia ed associazioni analoghe presenti sul territorio cilentano: l’interpretazione di testi inediti in dialetto ed in lingua, perché questa scelta?;

R – Il nostro progetto culturale si basa sulla promozione di testi in dialetto cilentano ed ambientati nel Cilento. Un modesto contributo alla promozione di un territorio con una storia a sè stante rispetto a Salerno e Napoli. Un’area elevata a rango di Parco Nazionale, vasta quasi come il Molise, uno dei complessi bio-geografici più importanti dell’area mediterranea, ma, ancora, troppo poco conosciuta. Le altre Compagnie, con un’attività meritoria, prediligono portare in scena opere di mostri sacri del Teatro napoletano (De Filippo, Viviani, Scarpetta). Un filone straordinario, ma che, almeno per il momento, non abbiamo intenzione di percorrere anche per evitare accostamenti impietosi con interpretazioni magistrali inarrivabili per dei semplici amatori;

D – Quali generi preferite?

R – Comico – Brillante e prosa in generale;

D- Lei, è Presidente della Compagnia ed autore dei testi rappresentati. Quali i temi a cui si ispira?;

R – Portiamo in scena storie che si ispirano alle problematiche del nostro Tempo. Situazioni comuni alla stragrande maggioranza di tanti giovani e non che vivono, o tentano di farlo,  nei borghi del Cilento. In chiave esasperata, un fiume di risate – spesso amare – tra spunti di riflessione e rappresentazione del nostro vivere quotidiano, tra meraviglie e contraddizioni stridenti, tra pregi e difetti del nostro essere: conseguire una Laurea, scontrarsi con la crisi occupazionale, la mortificazione derivante dalla “mancanza della dignità di un lavoro per tutti”, essere considerati “bamboccioni”, vivendo a casa tra le coccole della nonna e le prediche dei genitori, nonostante si siano superati i 30 anni, cercare di creare una fonte di reddito sfruttando le potenzialità di una terra meravigliosa, convincere la fidanzata “cittadina” a vivere nel Cilento (territorio da “fiaba” ma solo per una vacanza), lottare per non partire, il clientelismo politico generato dal bisogno;

D – Quali le difficoltà riscontrate nell’allestimento di uno spettacolo?;

R – Credo che siano le stesse incontrate da associazioni con finalità analoghe. In primis, al di là della disponibilità di strutture deputate all’uso, la difficoltà maggiore è il reperimento dei fondi a copertura delle spese. L’associazione non perseguendo finalità di lucro, non ripartisce utili agli associati, tuttavia, si rende necessario trovare le somme occorrenti per il noleggio degli impianti: audio e video, per le scenografie, per il materiale divulgativo, ecc. Reperimento non semplice in un contesto politico e di impresa come quello cilentano;

D – Siete un gruppo particolarmente eterogeneo per professionalità e competenze, il cui “zoccolo duro” è composto da Pianesi e Vetralesi. Avete intenzione di accogliere tra le vostre file, conterranei provenienti da altri paesi?;

R – Si, è vero, siamo un gruppo tanto coeso quanto eterogeneo. Tra i fondatori (INFANTE Donato, INFANTE Antonio, SANTOMAURO Giuseppe, SANTOMAURO Nicola, Nicola SICA,  Giuseppe SICA, Michela SICA, Rosa Anna SICA ed Anna Celeste SICA), annoveriamo: insegnanti di matematica, di Diritto, di Lingue, un ingegnere, un geologo, un ragioniere, un artigiano, una parrucchiera, un agente della Penitenziaria. Una miscellanea di professionalità unite da una sincera amicizia e dalla passione per il Teatro. Per quanto riguarda una possibile “apertura” ad interpreti provenienti da altre realtà, la cosa è già avvenuta, atteso, che dal mese di Ottobre 2016, abbiamo il piacere di avere con noi un’amica di Gioi, Paola Nese ed un’altra di Perito, Martina Ponzo;

D- Qual è stata l’accoglienza riservata dal pubblico alle vostre rappresentazioni?

R – Entusiasmante, oltre ogni rosea aspettativa. Sia con la commedia “Tutti se ‘nzorano auanno, io chi sa quanno” (Tutti si sposano quest’anno, io chissà quando), sia con lo spettacolo “Nge vole na capo refierro”(ci serve una testa di ferro), abbiamo registrato il pienone di presenze e di commenti positivi;

D – In conclusione, un’anticipazione sul vostro prossimo spettacolo;

R – Il 12 Maggio prossimo, nell’ambito della tradizionale rassegna riservata alle Compagnie Amatoriali, saremo di scena sul palcoscenico del Cine-Teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania (SA) con una mia nuova commedia inedita: “La Lista”. Personaggi ed Interpreti: Il progettista: Giuseppe SICA (’66); L’impresario: Massimo SICA; Bartolomeo Capazzappone: Giuseppe Flamio SICA; Antonio Cruoglio: Nicola SANTOMAURO; Felice Niquituso: Donato INFANTE; Veneranda Mussopittato: Martina PONZO; Barbara Culitesa: Paola NESE; Il prof. Pantaleo Onesti: Giuseppe SANTOMAURO. Vi aspettiamo

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