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Il comune resta senza edicola, nelle polemiche dei cittadini anche Matteo Renzi

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Dal mese di giugno scorso non si possono acquistare più quotidiani, periodici e riviste perché non esiste più un’edicola.

Il comune resta senza edicola, nelle polemiche dei cittadini anche Matteo Renzi

OGLIASTRO CILENTO. Dal mese di giugno scorso non si possono acquistare più quotidiani, periodici e riviste perché non esiste più un’edicola.

Enorme è il disagio manifestato dai turisti e dai cittadini che per leggere una notizia su carta stampata devono recarsi in Agropoli eppure a Sant’Antuono di Torchiara. Arrivano soltanto tre copie del quotidiano “La Città”, due del Corriere dello Sport ed una della Gazzetta dello Sport solamente perché Antonio Barone, Dario Maffia e Carmine Giubileo, titolari dei tre bar e pizzerie maggiormente frequentati in Ogliastro, ogni mattina si sobbarcano oltre 16 chilometri in auto per giungere nelle edicole più vicine. Il resto è più buio della bocca di un lupo.

Infuriano le polemiche e sono tutti contro tutti: nessuno si salva, neppure il capo del governo cittadino. Si parte dal singolo lettore che legge a scrocco, e si giunge a coloro che hanno gestito le rivendite dei giornali non riuscendo a trovare un’intesa con i distributori e con le case editrici definiti fiscalisti.

S’invoca un intervento da parte del sindaco Michele Apolito affinché convinca qualcuno ad installare un’edicola evitando a chi vuol leggere qualche notizia di farsi una bella passeggiata fuori comune. Si contesta anche il capo del governo Matteo Renzi: Marco Areso, un turista proveniente da Pistoia, lo accusa di non saper fare approvare una legge che obblighi le amministrazioni comunali a creare e tutelare le rivendite dei giornali (almeno i quotidiani) distribuendoli ai malati e ai disabili dando loro la possibilità di partecipare agli eventi del mondo. Dice Areso che in questo modo si fa cultura e si rende aggiornata la gente. Un’altra polemica riguarda la cultura.

Secondo molti cittadini ad Ogliastro Cilento non si fa cultura, non si ha interesse alcuno (neanche da parte dei vertici) perché si migliori la gente. Se si realizza qualcosa di culturale essa ha sempre i soliti organizzatori: la scuola, la parrocchia, la fondazione De Stefano, l’oratorio, i giovani di Progetto 21 e qualche isolato appassionato di musica. La pseudo cultura, invece, si manifesta in prossimità di ferragosto con feste e sagre che hanno solo uno scopo gastronomico.

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