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Curiosità: “i ceuze” (i gelsi), un frutto ricco di qualità

Fin dall'antichità un prodotto apprezzato per sapori e virtù curative

Con l’approssimarsi della stagione estiva, tra i frutti del periodo spiccano i gelsi. La pianta, ‘a ceuza, sorge rigogliosa nelle campagne del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Appartenente alla famiglia delle Moraceae (dal celtico mor = nero, per allusione al colore dei frutti maturi), l’albero è coltivato soprattutto in Cina e secondo alcuni documenti inizialmente era legato allo sfruttamento delle larve dei bachi per la produzione della seta. Nell’antichità la pratica della bachicoltura si estese anche in Armenia e nelle aree del Mar Caspio, diffondendo anche le piante di gelso, e solo più tardi, grazie agli Arabi, si estese anche in Europa.

Nel nostro territorio il gelso è coltivato per i suoi frutti, in dialetto “i ceuze” particolarmente gustosi e ricchi in principi nutritivi. Ne decantava le doti Plinio il quale narrava che presso i romani i frutti acerbi del gelso nero, portati addosso, arrestavano le emorragie; mentre quelli maturi, uniti a miele, agresto secco, mirra e zafferano, davano un medicamento che veniva consigliato per combattere il mal di gola e i disturbi di stomaco. Notizie delle proprietà medicamentose del gelso si trovano anche nella medicina tradizionale cinese, dove viene considerato epatoprotettore, rinforzante delle cartilagini, diuretico e normalizzatore della pressione sanguigna.

Sul nostro territorio abbiamo l’opportunità di gustare sia i gelsi bianchi che quelli neri I frutti maturano da maggio a luglio.

Per raccoglierli bisogna staccarli con una leggera pressione delle dita. Va posta molta attenzione alla raccolta di quelli neri, che macchiano pelle e soprattutto tessuti. Essendo rapidamente deperibili, si conservano in frigo solo per qualche giorno. I gelsi contengono un alto quantitativo di ferro, circa 185 mg per 100 gr di frutti; una cosa assai rara tra i frutti di bosco, e pochissime calorie, circa 43 per 100 gr. Quelli bianchi sono impiegati freschi e secchi come edulcoloranti da diverse popolazioni asiatiche per via del loro elevato contenuto di zuccheri; la loro radice è usata contro tosse e asma; il legno per fare attrezzi e piccoli lavori di intarsio. Il gelso nero, molto simile al precedente, presenta frutti di colore nero-violaceo più grossi e saporiti, ricchi di antociani, preziosissimi antiossidanti presenti in tutti i vegetali di colore nero, viola e rosso, con azione vasoprotettrice. Nella corteccia della radice, impiegata come diuretico, purgante, ipoglicemizzante ed antianemico, è contenuta la morusina, un flavonoide con azione analgesica ideale nei casi di dolori alle terminazioni nervose (nella cute, sottocute, muscoli, fasce muscolari, articolazioni, periostio, sistema vascolare).

Oltre al frutto anche le foglie dei gelsi hanno delle qualità: in infusione, sono efficacissime contro il diabete. La pianta di gelso, per la sua grandezza, richiama un antico detto: essere una “ceuza” sta ad indicare una persona che è in ottimo stato di salute, forte e robusta.

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