Rifiuti e criminalità, con un focus dettagliato sui traffici transnazionali. Al centro della relazione presentata oggi nel Salone Azzurro della Prefettura di Salerno dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti c’è uno dei fenomeni più insidiosi della criminalità ambientale contemporanea.
La relazione in Prefettura
A illustrare i risultati dell’indagine il presidente Jacopo Morrone, insieme, tra gli altri, alla senatrice Simona Petrucci (FdI) ed il senatore Pietro Lorefice (M5s). Un lavoro che analizza un sistema ormai strutturato, capace di muoversi tra Paesi diversi sfruttando falle normative e controlli non uniformi. Non si tratta di episodi isolati, ma di un vero e proprio business altamente redditizio per la criminalità organizzata: a fronte di costi molto più bassi rispetto allo smaltimento legale, i profitti sono enormi, con ricadute dirette su ambiente, salute pubblica ed economia.
Attenzione sul sito di Persano
La relazione evidenzia come lo smaltimento illecito si inserisca in reti complesse, spesso collegate a circuiti criminali già attivi, con l’utilizzo di società estere fittizie e canali internazionali. Le indagini hanno toccato anche la provincia di Salerno. Particolare attenzione sul sito di Persano, nel comune di Serre, già al centro di una complessa vicenda giudiziaria internazionale legata alla spedizione illegale di circa 7.800 tonnellate di rifiuti dalla Campania alla Tunisia, e successivamente interessato da un vasto incendio nell’estate del 2024.
Le proposte
Un’area che era stata già oggetto di un sopralluogo della Commissione. Il quadro che emerge è quello di un fenomeno in crescita e sempre più globale. Tra le proposte, il rafforzamento dei controlli, una maggiore armonizzazione delle norme europee e l’istituzione di una cabina di regia interforze che metta in rete dogane, forze di polizia e autorità ambientali, per intercettare in modo più efficace i traffici illeciti.
Il commento di Antonio Iannone Senatore di Fratelli d’Italia
“Desidero ringraziare la Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti per aver scelto Salerno per presentare la relazione e per quanto fatto con particolare riguardo alla grave vicenda del traffico illecito di rifiuti tra l’Italia e la Tunisia culminato nel rogo di Persano. Nella diciottesima legislatura ho avuto l’onore di far parte della commissione e subito posi l’attenzione su una vicenda inquietante di una nave partita con un carico di rifiuti partita con una caratterizzazione falsa.
La vicenda vide, oltre al sequestro, anche l’arresto di autorità del Governo tunisino. I rifiuti, dopo un lungo periodo di sequestro sulla banchina del porto di Sousse, furono rispediti al porto di Salerno e per decisione della Regione Campania che decise di stoccarli a Persano, dove furono dati alle fiamme poco prima della rimozione e della bonifica. Un drammatico rogo con grave danno all’ambiente e alla salute dei cittadini.
Bisogna fare piena luce su questa storia andando fino in fondo sulle responsabilità anche della Regione Campania. Non si può chiudere una vicenda così, come fosse stata una disgrazia, visto che ci sarà certamente un esborso di denaro pubblico per pagare l’occupazione della banchina a Sousse durante il sequestro, il viaggio della nave di rientro a Salerno, la bonifica del rogo a Persano e lo smaltimento della bomba ecologica che il fallimento della SRA ha lasciato a Polla.
Attendiamo con fiducia gli sviluppi dei lavori della Magistratura, ma un disastro cosi’ non puo’ rimanere impunito. Intanto, ringrazio il Presidente Morrone, la Senatrice Petrucci e tutta la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti venuta a Salerno per la seconda volta in un anno”, conclude.