Il futuro delle Fonderie Pisano si trova a un bivio decisivo, sospeso tra la volontà di rinnovamento industriale e le strette maglie burocratiche regionali. A seguito dell’incontro tra la Regione Campania e le organizzazioni sindacali, il vertice aziendale ha espresso una posizione netta: la delocalizzazione rimane l’obiettivo prioritario, ma la sua realizzazione è inscindibilmente legata al mantenimento dell’operatività del sito attuale.
L’Amministratore Delegato, Ciro Pisano, ha sottolineato come la visione aziendale converga con le intenzioni delle istituzioni nel voler tutelare il territorio e i livelli occupazionali, un impegno sostenuto da anni attraverso ingenti investimenti. Tuttavia, l’azienda non nasconde forti perplessità riguardo alla coerenza delle azioni intraprese dall’ente regionale.
Il nodo della continuità aziendale e della delocalizzazione
Per la proprietà, il trasferimento in un nuovo sito non è solo un’ipotesi, ma un iter già avviato con l’opzione di suoli e capannoni. La risoluzione definitiva della vicenda risiede nell’individuazione, di concerto con la programmazione regionale, di una zona industriale idonea alla costruzione del nuovo opificio. Il punto critico, tuttavia, resta la sopravvivenza economica durante la transizione.
“Un principio economico imprescindibile è che la costruzione di un nuovo impianto possa avvenire solo se viene garantita la continuità produttiva del sito attuale: un’industria spenta non ha né le risorse né mercato per rinascere altrove.”
Secondo la dirigenza, i provvedimenti di chiusura dell’impianto appaiono in contrasto con i principi di proporzionalità e adeguatezza, mettendo a rischio il progetto di rilancio industriale prima ancora della sua nascita.
Il confronto tecnico e le nuove sfide ambientali
L’azienda lamenta un approccio eccessivamente rigido da parte degli uffici tecnici regionali, definendolo un “muro” riscontrato durante l’ultima conferenza dei servizi. Nonostante lo stabilimento di via dei Greci rispetti già i nuovi limiti emissivi europei, le Fonderie Pisano si sono viste imporre tempi strettissimi per la revisione dei parametri.
“Sono stati imposti, dopo la presentazione del nostro progetto, soli 20 giorni per rivedere i limiti emissivi, con valori inferiori al limite minimo previsto dalle norme, mentre in altre regioni italiane viene concesso termine fino al 2028.”
In risposta a tali richieste, l’azienda ha presentato in tempi record un piano di revisione impiantistica e ha proposto una soluzione drastica per garantire l’immediato abbattimento dell’impatto ambientale: la riduzione del 50% della produzione nelle more del completamento dei lavori. Una proposta di mediazione che, tuttavia, non ha impedito il diniego dell’autorizzazione all’esercizio, spostando il confronto nelle aule di tribunale.
Il progetto del nuovo polo industriale Green
Nonostante le frizioni legali, le Fonderie Pisano confermano la volontà di investire in Campania per preservare il patrimonio di competenze del territorio. È in fase di finalizzazione un dossier tecnico che illustrerà le caratteristiche del nuovo stabilimento, basato su tre pilastri fondamentali:
- Tecnologia Green: abbandono dei combustibili fossili in favore di forni elettrici alimentati da pannelli fotovoltaici.
- Impatto Zero: proiezioni scientifiche sulle emissioni e sulle ricadute ambientali nei raggi di 500, 1000 e 2000 metri.
- Responsabilità Sociale: piani occupazionali strutturati per i mercati di riferimento.
Questi dettagli saranno oggetto di una conferenza stampa dedicata, dove i tecnici presenteranno il progetto che mira a mantenere l’eccellenza produttiva in regione, evitando la fuga verso aree a basso costo produttivo.
