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Cilento, Bandiere Blu: ecco tutti i numeri del record

Euforico il presidente del Parco Tommaso Pellegrino: il nostro uno dei territori più belli del mondo

Ancora un anno da record in Provincia di Salerno grazie alle Bandiere Blu. La costa tra Positano e Sapri è tra le prime in Italia per numero di comuni insigniti con il riconoscimento della Fee (Foundation for environmental education), attribuito annualmente per qualità delle acque e dei servizi. Ieri mattina presso il CNR di Roma sono stati consegnati i vessilli. In Italia hanno ottenuto le Bandiere Blu 175 località rivierasche e 70 approdi turistici (12 in più rispetto allo scorso anno). In cima alla classifica delle regioni con le acque più cristalline dello Stivale c’è la Liguria, con 27 aree costiere, seguita dalla Toscana con 19. La Campania, superando il Molise, ottiene la medaglia di bronzo con 18 vessilli, confermandosi la più premiata del Sud Italia, grazie anche tre new entry: due nel napoletano, Sorrento e Piano di Sorrento, una nel Cilento, Ispani.

A veder sventolare sul litorale la bandiera della Fee sono Anacapri, Massa Lubrense, Piano di Sorrento e Sorrento nel napoletano e ben quindici località della Provincia di Salerno. L’oscar del mare per l’area nord va soltanto a Positano (con le spiagge di Arienzo, Forniello e Spiaggia Grande), tutti gli altri riconoscimenti, ben tredici sono nel Cilento: Capaccio (Varolato, laura, Casina d’Amato, Licinella, Torre di Paestum, Foce Acqua dei Ranci), Agropoli (Lungomare San Marco, Porto, Trentova), Castellabate (Lago, Tresino, Marina Piccola, Pozzillo, San Marco, Punta Inferno, Baia Ogliastro), Montecorice (San Nicola, Baia Arena, Spiaggia Agnone, Spiaggia Capitello), San Mauro Cilento (Mezzatorre), Pollica (Acciaroli e Pioppi), Casal Velino (Lungomare, Isola, Dominella, Torre), Ascea (Piana di Velia, Torre del Telegrafo, Marina di Ascea), Pisciotta (Ficaiola, Torraca, Gabella, Pietracciaio, Fosso della Marina, Marina Acquabianca), Centola (Marinella, Le Saline, Le Dune, Porto), Vibonati (Torre Villammare, Santa Maria Le Piane, Oliveto), Sapri (Cammarelle e San Giorgio) e la new entry Ispani con Ortoconte e Capitello. Il comune del Golfo di Policastro da tre anni presentava la propria candidatura per ottenere il riconoscimento della Fondazione per l’educazione ambientale senza però essere presa in considerazione. Quest’anno, un po’ a sorpresa, l’invito a ritirare il vessillo a Roma.

Nell’elenco delle Bandiere Blu mancano le più suggestive località della Costiera Amalfitana, alcune delle quali ancora alle prese con problemi agli impianti di depurazione. Per le stesse motivazioni sono fuori le “perle” cilentane di Scario e Camerota, quest’ultima impossibilitata a candidare le sue spiagge, gran parte delle quali rientrano in un’area marina protetta. Il centro del basso Cilento, però, si “consola” con la Bandiere Blu per gli approdi turistici ottenuta da otto località: due in provincia di Napoli (Pozzuoli e Capri) e sei nel salernitano: Marina d’Arechi, Agropoli, Casal Velino, Acciaroli, Camerota e Palinuro.

Euforico per i risultati ottenuti dal territorio il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino. «E’ la conferma che il nostro territorio è uno dei più belli del mondo – dice raggiante – abbiamo quattro riconoscimenti Unesco, paesaggi unici e tra i mari più premiati d’Italia e oltre, questa è la dimostrazione che da noi si può fare turismo di qualità». Pellegrino sottolinea l’ottimo lavoro fatto da istituzioni e privati tra i quali «c’è una sinergia per migliorare la situazione del territorio, penso ai progetti della Consac per la depurazione. Queste sono le nostre priorità».

Tra gli indicatori necessari per ottenere la Bandiera Blu ci sono una corretta gestione del territorio che comprende raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti, cura dell’arredo urbano e delle spiagge, accesso al mare per tutti, senza barriere architettoniche e limitazioni. L’obiettivo della Foundation for environmental education è quello di spingere verso un turismo sempre più sostenibile, in cui la qualità dei servizi si accompagni al rispetto dell’ambiente, ma verificando che, su questo punto, l’attenzione degli amministratori sia alta e continua. La Provincia di Salerno ha ottenuto il suo primo riconoscimento con Pollica, nel 1987. Da allora è stato susseguirsi di successi.

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