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Recuperata la chiglia della nave genovese affondata ad Agropoli nel 1491

Recuperata la chiglia della nave genovese affondata ad Agropoli nel 1491

Sarà conservata presso l’Antiquarium la chiglia del relitto della nave genovese affondata ad Agropoli

Recuperata la chiglia della nave genovese affondata ad Agropoli nel 1491

Sarà conservata presso l’Antiquarium

Questa mattina è stata prelevata con una gru e trasportata nell’Antiquarium di Agropoli, la chiglia del relitto della cocca genovese affondata nelle acque della Licina, il 14 Gennaio del 1491.

Il reperto era stato trasportato dalle onde marine sulla spiaggia del Lido Azzurro e avvistato da Carlo Scalzone, proprietario di uno stabilimento balneare. Il relitto è adagiato a circa 130 metri dal castello/fortino e ad una profondità di circa 5 metri.

La chiglia è la lunga trave di sezione rettangolare o quadrata, sistemata nella parte più bassa dello scafo, che costituisce l’elemento longitudinale principale e più robusto dello scafo. Da una prima visione, il pezzo di legno, impregnato d’acqua, è lungo circa 6 metri, leggermente curvato, e presenta una serie di fori, che fanno presumere alla presenza, in passato, di chiodi.

Il video dell’operazione di recupero è stato pubblicato sulla pagina “Un Museo Civico dei Gladiatori Lucani nel Castello di Agropoli”, dell’esperto di storia locale Ernesto Apicella. Quest’ultimo da tempo si batte per sollecitare l’apertura di un museo nel castello di Agropoli che raccolga i numerosi reperti storici recuperati sul territorio agropolese. A lui si deve anche la ricostruzione della storia del relitto affondato alla Licina.

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