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Una cilentana ai vertici di Anabio Campania

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Si tratta di Filomena Merola, titolare di un’impresa zootecnica.

Una cilentana ai vertici di Anabio Campania

Si tratta di Filomena Merola, titolare di un’impresa zootecnica.

È la cilentana Filomena Merola, titolare di un’impresa zootecnica a indirizzo caprino sita in Celle di Bulgheria, il nuovo presidente di Anabio Campania. A Napoli, l’assemblea regionale di Cia Campania per l’elezione dei nuovi organismi regionali di ANABIO – Associazione Nazionale del Biologico. Strumento operativo di Cia Campania aperta a tutti gli operatori impegnati nell’agricoltura e negli allevamenti biologici e biodinamici, Anabio rappresenta il 30 per cento degli agricoltori campani del settore. L’assemblea è stata introdotta dalla conferenza “Agricoltura in Campania, il futuro è bio – Prospettive e sviluppo tra mercati e PSR” cui hanno partecipato Serena Angioli, Assessore ai Fondi Europei della Regione Campania, Federico Marchini , Presidente nazionale Anabio, Filippo Diasco, Direttore generale Regione Campania per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Alessandro Mastrocinque Presidente regionale Cia Campania e vice presidente nazionale Cia. Ha coordinato i lavori Mario Grasso, Direttore di Cia Campania. Il nuovo organigramma Anabio- Campania per il 2016-2018 sarà così composto: Presidente: Filomena Merola (Salerno), Osvaldo De Iorio (Salerno), Roberto Fiorillo (Caserta) Nunzia Iannelli (Benevento), Giuseppe Busillo (Napoli), Modesto Urti (Salerno). In costante crescita dal 2005, il mercato italiano dell’agricoltura biologica è uno dei pochissimi settori produttivi a non aver conosciuto crisi. E la Campania non fa eccezione. Sono infatti circa 2500 le imprese regionali certificate nel settore dell’agricoltura biologica, con un tasso di crescita annua dell’1,4 per cento (dati Mipaaf 2014). Crescita che si rivela ancor più significativa se si considerano le colture regionali dedicate al biologico, dove si registra addirittura un +15,3 per cento. Per potenziare ulteriormente questo trend e trasformarlo in uno dei principali asset regionali del settore agroalimentare, la Confederazione Italiana degli Agricoltori della Campania lancia una piattaforma programmatica per traghettare il settore dall’attuale mercato di nicchia a quello dell’agro-ecologia e dell’intensificazione sostenibile, il cosiddetto “Biologico 3.0”. È quanto emerge dall’assemblea per il rinnovo degli organismi regionali di Anabio – Associazione Nazionale Agricoltura Biologica, eletti in occasione dell’assemblea dei delegati provinciali di Cia Campania, tenutasi a Napoli presso presso l’Hotel Terminus. “Facendo leva sulle nuove misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020– afferma Filomena Merola, imprenditrice cilentana e neo presidente di Cia Campania – l’agricoltura biologica campana dovrà essere messa nelle condizioni di raggiungere un duplice obiettivo, economico e sociale. Da un lato dovranno essere valorizzati i prodotti aumentando il reddito dell’impresa, dall’altro le imprese agricole dovranno progressivamente divenire, ancora più di oggi, dei players fondamentali in termini di salute del consumatore e salvaguardia dell’ambiente”. “Prima dell’estate, probabilmente già in aprile – annuncia Serena Angioli, Assessore ai Fondi Europei della Regione Campania -ci saranno i primi bandi del PSR che interesseranno il settore biologico e biodinamico, ambiti su cui la Regione punta moltissimo soprattutto in vista delle definizione di una strategia complessiva di investimento. Solo questo ci permetterà di fare un salto di qualità rispetto al passato. Anche perché il biologico è il settore che più attira i giovani. Oltre alle singole misure, che giustamente prevedono delle premialità specifiche per chi investe in biologico, credo tuttavia importante anche puntare sull’educazione alimentare. La Regione Campania si farà promotrice di una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, e anche su questo mi sento di aprire un confronto con Cia e tutte le associazioni di categoria” “Questa città – osserva Federico Marchini, presidente nazionale di Anabio- smentisce coi fatti tanti luoghi comuni che su questi temi si sentono in giro. Basta dire che proprio da Napoli partirà il primo corso di specializzazione in Agricoltura Biologica, appena avviato dalla Federico II. Sul piano nazionale, solo in Cia, registriamo mille aziende biologiche in più all’anno. Si pone ora il problema del governo di una crescita di questo tipo, facendo leva sulla qualità della produzione e sulla condivisione di principi di sostenibilità. “Occorre trovare nuove forme di partecipazione – afferma Alessandro Mastrocinque,numero uno di Cia Campania e vice-presidente di Cia nazionale – in vista di una maggiore strutturazione delle filiere del biologico, anche per valorizzare il ruolo della produzione agricola regionale. A tal fine è necessario mettere in campo iniziative per favorire l’aggregazione del mondo della produzione e le relazioni stabili con gli altri attori del comparto, della trasformazione, della distribuzione e del commercio”.

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