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“Escamotage Alfieri”: ecco l’interrogazione parlamentare del M5S

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Torna d’attualità l’Escamotage Alfieri. Ecco l’interrogazione dell’on. Tofalo

“Escamotage Alfieri”: ecco l’interrogazione parlamentare del M5S

AGROPOLI. Torna d’attualità il cosiddetto “Escamotage” pensato dal sindaco Franco Alfieri per lasciare la carica di sindaco e candidarsi al consiglio regionale senza rischiare che il suo comune dovesse essere commissariato.

Il primo cittadino si fece multare di proposito dai vigili urbani per poi proporre ricorso contro la multa e risultare incompatibile. In questo modo Alfieri si sarebbe potuto candidare al consiglio regionale mentre il vicesindaco, Adamo Coppola, avrebbe traghettato il comune fino alle elezioni. Sul caso si alzò un polverone tanto da attirare anche l’attenzione dei media nazionali. Molte le proteste per lo stratagemma del sindaco Alfieri che culminarono in un’interrogazione parlamentare da parte dall’on. Angelo Tofalo (M5S), in attesa ancora di risposta da parte del comune.

Il testo dell’interrogazione è stato ora reso noto dagli attivisti agropolesi del Movimento e lo si riporta di seguito:

TOFALO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno. — Per sapere –
premesso che:
molti esponenti politici già con mandato elettorale nei propri comuni stanno sfruttando una falla
legislativa in merito all’incompatibilità e all’ineleggibilità di cui alla legge n. 165 del 2004, al fine di
candidarsi alle elezioni regionali nelle fila del proprio partito;
i sindaci dei comuni di Sant’Egidio Monte Albino e Agropoli hanno fatto ricorso contro
i loro stessi comuni per aver ricevuto una multa in divieto di sosta. Il sindaco di Giffoni Valle
Piana ha danneggiato la propria auto in una buca e ha fatto ricorso per i danni alla sua
autovettura. Queste azioni sono servite per incorrere nell’incompatibilità di carica (fonte: http://
www.gazzettadeipicentini.it);
la dottrina ritiene riconducibili le ipotesi di abuso di diritto alle clausole generali di buona fede
– articolo 1175 del codice civile, comma 2. L’articolo fa riferimento al concetto di correttezza, a cui
può affiancarsi quello di buona fede in senso oggettivo, cioè il dovere di comportarsi con lealtà ed
onestà. Tale concetto viene richiamato per specificare la figura dell’abuso del diritto, cioè di quella
condotta che si sostanzia nell’esercizio di un diritto, in modo da ledere la sfera giuridica altrui (833
codice civile);
caso particolare è quello del sindaco tutt’ora in carica del comune di Agropoli il quale aveva
tempo fino al 16 aprile per rinunciare alla lite e rimanere in carica di sindaco oppure farsi dichiarare
decaduto e avere la possibilità di essere candidato;
in data 23 aprile 2015 il presidente del consiglio comunale convoca per il 28 aprile 2015 l’ultima
delle tre adunanze di consiglio comunale per completare l’iter di decadenza e nella convocazione
di tale citato consiglio comunale non precisa alcuna circostanza o documentazione sul ritiro o meno
della lite pendente;
solo in data 27 aprile si è appreso dagli organi di stampa che il sindaco Alfieri aveva rinunciato
alla candidatura e che fino a tale data erano stati aperti suoi numerosi comitati elettorali in tutta la
provincia di Salerno, sua circoscrizione elettorale, che confermavano la sua intenzione di ottenere la
candidatura e quindi averne i requisiti;
nel consiglio comunale del 28 aprile viene esibita una sua nota al presidente del consiglio
comunale (non allegata nella convocazione datata 23 aprile) datata 9 aprile 2015 nella quale dichiara
la sua volontà a ritirare la lite pendente e interrompere la causa di incompatibilità;INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08715 CAMERA
Stampato il 22/07/2015 Pagina 3 di 3
tale nota non è stata trasmessa né al protocollo generale dell’ente né al segretario comunale,
né tantomeno riportava documentazione comprovante l’effettiva rinunzia alla lite (così come si
evidenzia dal verbale della seduta consiliare);
successivamente il consigliere comunale di opposizione Agostino Abate ha presentato una
specifica interrogazione consiliare scritta al presidente del consiglio comunale. Dalla risposta
alla stessa si evince che è stata ricevuta la nota di intenzione di rinunzia alla lite direttamente dal
sindaco e non per canali istituzionali in un giorno non precisato tra il 9 aprile e il 24 e che egli stesso
volutamente avrebbe omesso di inserirla nella documentazione allegata alla convocazione per non
influenzare il relativo voto di consiglio –:
quali iniziative il Governo intenda assumere per integrare la legge 2 luglio 2004, n. 165,
affinché descriva, non solo le incompatibilità, ma anche l’ineleggibilità temporanea di tali soggetti.
(4-08715)

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