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Presentato il libro “Sacco e saccàritudini…” un testo corale in una serata commovente

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“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Presentato il libro “Sacco e saccàritudini…” un testo corale in una serata commovente

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

E’ questo lo spirito che ha animato la presentazione di “Sacco e saccàritudini. Il partigiano Nicola Monaco ed altri sacchesi” edito dalla Print Art di Massimo Boccia. Ed in effetti Sacco c’era. Un unico spirito in un unico corpo animato da un identico ideale: l’appartenenza ad un territorio che merita di uscire dai soliti canoni del piccolo borgo abbandonato a se stesso. Capire che c’è di più, che anche un piccolo paese di 500 anime può e deve dare e ricevere di più. Insomma, ieri sera, come da programma, intorno alle 19 si è tenuta la presentazione del testo ideato e curato da Silvio Masullo, con i patrocini del Comune di Sacco e della Banca Monte Pruno di Roscigno e di Laurino e con coordinamento editoriale di Lucia Cariello e dei contributi di Alfonso D’Acunto, Enzo Landolfi, Giuseppe Liuccio, Donato Macchiarulo, Mario Macchiarulo, Giovanni Marini, Oreste Mottola, Carmine Salomone, Maria Felicia Troccoli e don Carmine Troccoli. La potremmo definire una “serata del cuore” perfettamente curata e gestita dal giornalista Enzo Landolfi che, dando la parola ad ognuno dei coautori ha colto lo spirito del libro definendolo “corale”. Sul palco accanto al primo cittadino di Sacco Claudio Saggese e Silvio Masullo, una presenza importante, quel “quid” senza il quale probabilmente la serata stata altra: Ughetta Biancotto Presidente dei Partigiani di Cuneo. Dopo i saluti di rito e la presentazione del testo del sindaco Claudio Saggese che sottolinea “…è un libro che incarna l’amore e l’attaccamento alla propria terra di intere generazioni di sacchesi, anche di coloro che, pur vivendo all’estero sentono il loro essere sacchesi un valore da ribadire e sottolineare, come, a distanza di 70 anni era nostro preciso dovere il ricordare i nostri partigiani, quegli eroi che hanno sacrificato le loro vite e che attraverso ricerche di archivio e testimonianze donateci dai familiari si è potuto ricostruire la loro storia e la loro eroica umanità” è lei, Ughetta, a prendere la parola: “Venire a conoscere Sacco e i suoi cittadini mi ha fatto rivivere la storia dei partigiani, che venuti nelle terre del cuneese per combattere un nemico violento subdolo che imperversava nelle campagne, nelle città e nelle montagne che terrorizzava la popolazione, torturava, uccideva uomini, donne e bambini e che ha lasciato allo stremo intere popolazioni di piccoli paesi montani per ben 20 mesi e che ha visto protagonisti ben 5 patrioti sacchesi”. Giunta per l’occasione, infatti, la Biancotto ha trasmesso all’intera platea quel pathos che serviva a far comprendere il perché di questo libro. La sua voce forte, decisa, commossa palesava il dramma di quei giovani che, a prezzo delle loro vite hanno combattuto per un ideale di libertà. “(…) Nicola, insignito della medaglia d’oro al valor militare, fu giustiziato per il rifiuto di rivelare, dopo ore di torture e sevizie, i nomi dei partigiani della I Divisione Langhe e dei luoghi dove erano nascosti. La storia e la vicenda umana di Nicola si snoda parallelamente a quella di Lello La Valletta, il nome di battaglia del sottotenente Raffaele Monaco, suo cugino, che ebbe importanti responsabilità nelle formazioni partigiane autonome del leggendario Comandante Enrico Martini (Mauri). Un altro sacchese, Giuseppe Dente, viene citato persino dallo scrittore – giornalista Giorgio Bocca, che come lui aveva scelto di aderire alle brigate di Giustizia e Libertà, che si ispiravano al Partito d’Azione. Peppe, era questo il suo nome di battaglia, sarà fucilato dai fascisti a Robilante (CN) il 20 febbraio con un amico bellosguardese, Pasquale Parente, che sacrificò la sua vita nel tentativo vano di preavvisare Peppe sul rastrellamento in corso da parte delle truppe repubblichine”. Così, un emozinato Silvio Masullo, ricorda le giovani vite dei sacchesi caduti da eroi in nome di un ideale.

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