Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro lancia un forte allarme sulla possibile revisione della geografia giudiziaria proposta dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che potrebbe portare alla soppressione di numerosi tribunali minori, tra cui proprio quello di Lagonegro.
La nota
In una nota datata 31 marzo 2026 e firmata dal presidente Enzo Bonafine, l’Ordine evidenzia come il progetto, già riproposto in passato, preveda la chiusura degli uffici giudiziari con meno di dieci pubblici ministeri e trenta giudici: una misura che coinvolgerebbe ben 87 tribunali su 139 esistenti.
Secondo gli avvocati del Foro di Lagonegro, si tratta di una proposta che non garantirebbe maggiore efficienza del sistema giudiziario, ma rischierebbe invece di produrre gravi conseguenze sul piano sociale, soprattutto nei territori più fragili.
“La storia ha già dimostrato l’inefficacia di interventi simili”, si legge nella nota, con il rischio concreto di privare ampie aree del Sud di fondamentali presìdi di legalità.
Le criticità
Particolarmente critica viene definita l’assenza della politica su una questione ritenuta cruciale, lasciando di fatto all’Avvocatura il compito di contrastare un’iniziativa considerata “allarmante”. Una funzione, però, resa più difficile da divisioni interne e da una scarsa capacità di esprimere una linea comune.
Il Consiglio dell’Ordine sottolinea inoltre come la proposta si ponga in contrasto con i principi della Costituzione, che garantiscono l’accesso alla giustizia e la necessità di una presenza diffusa dello Stato sul territorio.
I possibili scenari
La soppressione dei tribunali minori, infatti, potrebbe compromettere l’accessibilità ai servizi giudiziari e ridurne l’effettività. Per affrontare la situazione, il COA ha annunciato la convocazione a breve di un Consiglio aperto a tutti gli avvocati del Foro, durante il quale saranno valutate le iniziative da intraprendere: dall’astensione dalle udienze fino alla mobilitazione delle comunità locali e al coordinamento con altri Fori coinvolti.
“Si tratta dell’ennesima minaccia per territori già penalizzati”, si sottolinea nel documento, con il rischio di una vera e propria desertificazione dei servizi e dei diritti. In chiusura, il presidente Bonafine richiama l’unità dell’Avvocatura: “Coraggio e passione saranno le armi per affrontare questa battaglia”, ribadendo la necessità di una risposta compatta a tutela del diritto dei cittadini ad una giustizia vicina ed efficace.
