Lo spazio urbano non è un semplice fondale inerte, ma il palcoscenico in cui si riflettono le dinamiche politiche, economiche e sociali della nostra epoca. Partendo da questo presupposto, Salerno si prepara a ospitare un momento di riflessione profonda intitolato «Spazi contesi e ingiustizie sociali. La pratica del territorio per una geografia civica e attiva». L’appuntamento, previsto per venerdì 10 aprile alle ore 9 presso lo storico Palazzo Fruscione, si inserisce nel contesto della decima edizione di Geonight, l’iniziativa europea promossa da EUGEO e IGU. L’evento gode del patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno (DipSUm), dell’O.S.A.I.I., dell’Associazione Tempi Moderni e della partnership con il magazine RQ-Resistenze Quotidiane.
La natura politica dei luoghi e la consapevolezza civica
Il talk mira a svelare la natura politica degli spazi che attraversiamo quotidianamente, ponendo l’accento su come i confini e l’organizzazione dei quartieri possano determinare l’inclusione o, al contrario, alimentare la resistenza. L’obiettivo centrale è il rafforzamento della consapevolezza civica: comprendere che la gestione di una risorsa o la riqualificazione di un’area urbana sono atti simbolici e politici fondamentali. In questo senso, la geografia cessa di essere una disciplina puramente accademica per trasformarsi in uno strumento che permette al cittadino di evolvere da spettatore passivo a protagonista consapevole del proprio territorio.
Un dialogo tra accademia, politica e attori sociali
Per affrontare le grandi sfide della trasformazione territoriale, l’evento promuove un dialogo interconnesso tra diversi settori della società. Il mondo accademico fornirà gli strumenti di analisi scientifica necessari, i decisori politici illustreranno le visioni strategiche e gli attori sociali daranno voce alle istanze di identità e coesione. Si passerà dall’analisi dei vicoli di Salerno ai confini globali, proponendo non una lezione frontale, ma un vero e proprio laboratorio di cittadinanza. L’ambizione è ambiziosa: abbattere le barriere fisiche e socioculturali, trasformando il potenziale conflitto in un progetto condiviso per una comunità più equa e resiliente.
Il programma e i protagonisti dell’incontro
La mattinata di lavori sarà coordinata da Andrea Manzi, Coordinatore del magazine RQ-Resistenze Quotidiane. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Carmine Pinto, direttore del DipSUm. Seguiranno i contributi di un parterre eterogeneo di esperti e rappresentanti istituzionali: Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania; Elena Dell’Agnese, docente dell’Università Milano-Bicocca; Massimiliano Amato, condirettore della rivista “Critica Sociale”; i docenti dell’Ateneo salernitano Alfonso Amendola, Pierluigi De Felice e Silvia Siniscalchi, insieme ai dottorandi Massimo Cingotti e Barbara Ruggiero. La sintesi finale e le conclusioni saranno affidate a Teresa Amodio, docente dell’Università degli Studi di Salerno.
