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‘Retrospettive dalla metafisica alla ipermetafisica’: ad Agropoli espone Virgilio Del Guercio

‘Retrospettive dalla metafisica alla ipermetafisica’: ad Agropoli espone Virgilio Del Guercio

La mostra ripercorre la lunga carriera artistica del maestro Del Guercio

La mostra ripercorre la lunga carriera artistica del maestro Del Guercio

Si è tenuto giovedì 8 settembre, presso la Sala dei Francesi al Castello Angioino Aragonese di Agropoli il vernissage del mostra del maestro Virgilio Del Guercio intitolata ‘retrospettive dalla metafisica alla ipermetafisica’. La serata è stata introdotta dall’assessore alle Politiche per l’Identità Culturale, Francesco Crispino, il quale ha ricordato come dall’acquisizione del Castello da parte del Comune, esso è stato sempre, in continuità con la volontà e programmazione dell’Amministrazione e dell’assessorato alla Cultura, un centro importante per la crescita culturale della comunità cittadina, come conferma il grande successo che lì sta riscontrando l’ottava edizione del Settembre Culturale. Dopo i saluti istituzionali sono intervenuti i professori Antonella Nigro e Giuseppe Serchio, ciascuno dei quali ha illustrato le numerose opere e la pluridecennale attività artistica del maestro Del Guercio.
La mostra evidenzia la lunga carriera pittorica, la cui ricerca artistica inizia negli anni ’70 con un figurativo di stampo espressionista ove non mancano citazioni che rimandano alle ambientazioni metafisiche di Giorgio De Chirico, nelle quali le architetture delle celebri ‘Piazze d’Italia’ sono rivisitate alla luce di una nuova e personale concezione. Passando per una rilettura del Surrealismo magrittiano, nel quale l’atelier dell’artista diventa sfondo essenziale per lo studio delle figura femminile, giunge negli anni ’80, ed a seguito del catastrofico terremoto, rinviene dal sogno surrealista è condotto ad una realtà di dolore, evidenziata da una tavolozza cromatica più violenta. Infine, negli anni ’90 predilige un linguaggio nel quale la figura umana è appena riconoscibile, evanescente, acquerellata e per tale indagine giunge ad un informale totalmente distaccato dal percepibile.
Lo stesso Del Guercio, alla fine della presentazione, ha voluto prendere congedo dal numeroso e caloroso pubblico intervenuto, accompagnato da coro e chitarra, che ne sottolineavano l’intensità, recitando ‘Alla cinque della sera’ di Garcia Lorca.

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