Logo InfoCilento
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Attualità

Teresa Astone: “Ti scrivo ancora”, la raccolta di lettere della madre di Debora Radano vittima di un incidente nel 2008

La raccolta di lettere di Teresa Astone per la figlia Debora, vittima di un incidente nel 2008. Un flusso emotivo in collaborazione con l'AIFVS

Di: Emma Mutalipassi
Pubblicato il: 08/07/2026
Aggiornato il: 08/07/2026
Condividi
Debora Radano

Come si cammina nel dolore? Questa è la domanda che sovviene leggendo il testo “Ti scrivo ancora” di Teresa Astone. Non si tratta di un diario, bensì di un flusso di emozioni del dolore più innaturale che possa provare un essere umano: la madre che perde un figlio.

Teresa Astone scrive alla figlia Debora Radano in questa raccolta di lettere pubblicata da Largo Libro Editore, con la prefazione di Milena Esposito, dove ripercorre i ricordi e tiene vivo un dialogo con la figlia per farla vivere ancora. Quale strada resta, se non la memoria, per rendere eterne le persone?

Il senso della vita attraverso la memoria

I dolori, quelli grandi, fanno vedere realmente il senso della vita: dopo aver camminato attraverso quel buio, ogni cosa si percorre e si affronta in modo diverso da prima; persino il giudizio verso le cose e le persone diventa sospeso. La vita si inizia a vivere davvero nel suo valore assoluto solo dopo aver guardato negli occhi una profonda tristezza legata ad una grande perdita.

Teresa Astone insegna proprio questo. Ci si sofferma nella lettura in alcuni passaggi significativi:

“Non bisogna mai aspettare di dire a qualcuno che gli vuoi bene, perché potresti non averne più il tempo”.

Quante attese e rinunce per paura o egoismo spesso spingono ad agire anche contro se stessi, mentre la vita poi sfugge. Ancora, scrive Teresa:

“Se chiudo gli occhi per un attimo, ti sento ancora qui, vicina a me. Il tempo perde valore dietro al calore dei ricordi. Allora faccio finta che tu ci sia ancora, che oggi sia ieri, che tu sia di nuovo bambina”.

Quanta forza risiede in questo amore, e quale altro motivo resta per continuare a vivere senza una figlia se non il ricordo di questo: Debora rivive attraverso la forza della madre. In alcune lettere della raccolta è la stessa Debora che si racconta; il testo ha un forte flusso emotivo, ma realistico, delineando due vite che si raccontano attraverso un tragico episodio. Le cose straordinarie della vita nascono dalle grandi crisi e la penna di Teresa è un atto straordinario di forza che dimostra proprio questo.

Un progetto sociale con l’AIFVS

L’autrice vuole che questo scritto sia un volano per ricordare, ma anche per agire in tutela delle vittime della strada e di chi resta, un progetto sociale che condivide con l’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada-APS. Il senso del lavoro di Teresa si racchiude in una frase che più di tutte colpisce:

“Ci sono ferite che cambiano il senso della vita, che segnano un confine tra ciò che eravamo e ciò che siamo costretti a diventare”.

La tragedia del 2008

Debora Radano era una studentessa dell’istituto Alberghiero “Paolillo” di Gromola, deceduta a causa di un incidente avvenuto all’uscita da scuola. La giovane stava tornando a casa dopo aver superato l’esame del terzo anno. Purtroppo, però, il suo viaggio in moto con un amico ha preso una svolta tragica quando il mezzo è uscito di strada. Era il 4 giugno di 18 anni fa.

La ragazza venne immediatamente trasportata all’Ospedale di Vallo della Lucania. Le sue condizioni erano gravissime. Nonostante gli sforzi medici, le ferite riportate da Debora si rivelarono fatali. Dopo due settimane di agonia, la giovane studentessa perse la vita: era il 17 giugno 2008.

Una tragedia che ha sconvolto non solo la sua famiglia, ma anche tutti coloro che la conoscevano e che avevano condiviso momenti di gioia con lei. Debora era originaria di Eredita, ma aveva stretto numerosi legami di amicizia a Capaccio, dove frequentava la scuola, e ad Agropoli, dove vivevano alcuni suoi parenti e dove aveva frequentato le scuole medie. In un attimo, la sua vita e quella di coloro che le erano vicini sono cambiate radicalmente.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta

© Copyright 2026 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.