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Cilento

Agropoli, alla scoperta del più antico stemma nobiliare in pietra, sconosciuto e abbandonato, presente nel nostro Castello

Il XV secolo con i Sanseverino, la ristrutturazione del Castello e le visite di Alfonso d'Aragona, Duca di Calabria

Ernesto Apicella
06/10/2021 4:15 PM
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Vi propongo alcune pagine del periodo Aragonese di Agropoli (XV secolo), che nascono dalla presenza sulle mura del Castello di Agropoli, lato sud-est, di uno stemma nobiliare inciso su una stele di pietra. Nel 1987, nel corso della manifestazione storica “L’Assalto dei Turchi ad Agropoli del 29 giugno 1630” notai la presenza dello stemma, ripromettendomi di approfondire la conoscenza. A distanza di 34 anni, in queste settimane, dopo aver effettuato varie ricerche, penso di aver dato la collocazione storica allo stemma. Devo precisare, che nei cosiddetti lavori di “recupero” effettuati nel 2014, la stele si è salvata per pochi centimetri. Infatti la colata di cemento gettata sconsideratamente sulle merlature, per puro caso, non ha coperto l’antica stele con stemma gentilizio.

Per questa ricerca mi limiterò, essendo un quadro storico generale molto complicato e lungo da presentare, agli avvenimenti relativi ad Agropoli e, in particolare, all’identificazione e al periodo di collocazione dello stemma  presente sulle mura del Castello. Come al solito, per facilitare la lettura, cercherò, attraverso una timeline, di esporre gli avvenimenti con molta chiarezza e semplicità.

– Dal 1282 al 1302 , si tenne la cosiddetta “Guerra del Vespro” tra gli Angioini di Napoli e gli Aragonesi di Spagna.

– Nel 1302, con la Pace di Caltabellotta (Agrigento, Sicilia), dopo circa vent’anni di guerra iniziati con i “Vespri Siciliani“, l’Italia Meridionale fu divisa tra gli Aragonesi di Spagna, che instaurarono il Regno di Sicilia, e gli Angioini  di Francia con il Regno di Napoli.

– Nel 1442, Alfonso I  d’Aragona, detto il Magnanimo (n.1393- m.1458), dopo un secolo e mezzo circa dalla Pace di Caltabellotta, conquistò il Regno di Napoli e unificò i territori insulari e continentali dell’Italia Meridionale. Egli fu Re di Napoli dal 1442 al 1458. Divenne una delle personalità politiche più importanti del XV secolo, favorendo l’età d’oro dell’Arte e della Letteratura, costituendo nel Regno di Napoli un polo culturale e artistico di primo piano. 

– Nel 1458, morì Alfonso I d’Aragona, (n.1396- m.1458), che aveva nominato come successore per il Regno, Ferrante, Duca di Calabria, suo figlio naturale legittimato. Ferrante, prese il nome di Ferdinando I d’Aragona (n.1424- m.1494) e fu Re di Napoli dal 1458 al 1494. Questo sovrano si trovò a fronteggiare una situazione particolarmente complessa, giacché i grandi feudatari avevano acquisito molto potere, anche grazie ai numerosi privilegi concessi dal padre.

– Nel 1460, Re Ferdinando I d’Aragona concesse a Roberto Sanseverino  (Principe di Salerno e proprietario delle città, delle terre, dei castelli e dei casali in “Principato Citra“), lo svolgimento ad Agropoli della “Fiera di San Pietro“, da tenersi una volta all’anno, dal 20 al 29 giugno, in occasione della festa del Santo Patrono Pietro, e nel 1461, l’importante apertura e gestione di un Fondaco del sale in località Marina.

– Il 2 dicembre 1474, morì Roberto Sanseverino e gli succedette il figlio primogenito Antonello,ma essendo ancora minorenne, fu posto sotto la tutela della nonna paterna Giovanna.

– Nel 1480, Antonello Sanseverino prese in moglie Costanza, figlia del duca di Urbino, Federico da Montefeltro.

– 1483. Il “Liber rationum” consente di accertare la consistenza dello ‘Stato’ dei Sanseverino, formato dalle seguenti località, città e terre: Agropoli, Cilento, Salerno, Castellabate, Sala, Marsico, San Severino, Rocca Imperiale, difesa di Tresaie, Noia, Colobraro, Garaguso, Atena, Polla.

 – Nel 1483, Antonello concesse dei capitoli, che rappresentavano un evidente tentativo di circoscrivere l’iniziativa locale. Secondo Raffaele Colapietra (1999) la gestione di Antonello Sanseverino era un modello di «ruralizzazione tardofeudale», che investì in particolar modo il Cilento.  

– Il 19 novembre 1485, in base al “Regis Ferdinandi primi instructionum liber (1486-1487)” di Scipione Volpicella (1861), sappiamo che Antonello Sanseverino, insieme ad altri nobili congiurati, si ribellò a Ferdinando I d’Aragona e, trovando in Papa Innocenzo VIII pieno appoggio, diede inizio alla cosiddetta “Congiura dei Baroni” (1485-1487) .

– 1485, Ristrutturazione e Fortificazione del Castello di Agropoli.

– Nel 1485, Ferdinando I d’Aragona impose nel Principato Citra, la tassa di un Tarì a fuoco (famiglia composta da cinque persone) per la ristrutturazione e la fortificazione dei Castelli di Agropoli, Rocca Cilento e Castellabate.

Opere di miglioramento e adeguamento dovute all’evolversi delle nuove tattiche di guerra, nonché alle moderne e più potenti armi in dotazioni agli eserciti dell’epoca. Nel corso degli anni successivi, al Castello di Agropoli furono apportati numerosi e considerevoli miglioramenti militari. Secondo Piero Cantalupo, le modifiche diedero vita all’attuale struttura del Castello, con la realizzazione di un nuovo e più sicuro ingresso, quello attuale, abbellito con marmo e lastre di tufo riusate, appartenenti agli antichi templi greci presenti sul promontorio. Furono rafforzate le mura e ampliato il fossato perimetrale. I lavori durati a fase alterna, circa dieci anni, ebbero una notevole e vantaggiosa ricaduta economica sulla popolazione agropolese, giacché le ditte e la manovalanza erano in buona parte locali.

Tra la “Congiura dei Baroni” e la ristrutturazione del Castello si inseriscono le visite di Alfonso d’Aragona, Duca di Calabria, tenutesi nel 1487 e nel 1489. Un principe colto, protettore degli studi e degli artisti, nonché fiero, energico, temprato alla vita del soldato. Alla morte del padre avvenuta nel 1494, Ferdinando I divenne Re di Napoli, per un anno, con il nome di Alfonso II d’Aragona.

1487 e 1489, Agropoli è visitata da Alfonso d’Aragona, Duca di Calabria

Vi propongo il testo coevo originale delle due visite, tratto da :”Effemeridi delle cose fatte per il Duca di Calabria (1484 1491)” di  Joampiero Leostello da Volterra.

– 1487.

Alfonso d’Aragona, nel suo viaggio nel Cilento, si fermò, tra il 5 e il 6 ottobre di quell’anno, nel Castello di Agropoli, per controllare l’andamento dei lavori di ristrutturazione e di adeguamento della fortezza agropolese:   

– Die primo Octobris (1 ottobre), lo prefato Signore deliberò andare al Celento, per vedere quelle terre de la marina et provederle et così lo di sequente partio;                                                                                                            
– Die v. (5 ottobre) anno, Sua Signoria ad Agropoli, che se partì da Euolj;                                                                                                              
– Die vj. (6 ottobre) se partì da Agropoli et annò a lo Celento et stecte un di Die.

– 1489.

Alfonso d’Aragona, dopo essere stato a Salerno e a Eboli, giunse ad Agropoli e alloggiò con la sua corte nel Castello. Gli agropolesi, grandi e piccoli (La popolazione di Agropoli in quel periodo era di 1200-1300 abitanti circa), lo accolsero per le strade, salutandolo con rami di ulivo e dedicandogli una grande festa. Il giorno successivo, di buon ora, dopo aver ascoltato la messa e risolto alcuni problemi inerenti i lavori del castello, partì alla volta del castello di Rocca Cilento:

– Die vij Januarij (6 gennaio), in Agropuli.

Partio da Euoli audita missa et cavalcò et quella sera andò ad alloggiare cum tucta la casa ad Agropoli: et li fu racolto cum gran festa et undique piccioli et grandi stauano per via cum palmis oliuarum: et eo die se passo lo silo;

– Die viij (7 gennaio), eiusdem. In la Rocha del Celento.

Bona hora surrexit et audita missa et expeditis quibusdam negociis et andò ad alloggiare quella sera cum tucta la casa a la Rocha del Celento. Et prouide a quella forteza facea fare in quello castello.

L’Antico stemma Aragonese del Castello

Lo stemma nobiliare presente sulle mura del nostro castello è scolpito su una stele verticale di pietra nera. Al disopra dello stemma troviamo un ovale, forse conteneva una data o un nome, ed è inquartato: nel 1°e 4° a quattro pali; nel 2°e 3° una croce. 

Dal libro “Descrittione del Regno di Napoli” di Scipione Mazzella, edita nel 1601, ricaviamo lo stemma araldico del Ducato di Calabria:

“L’insegna di questa Provincia sono due Croci nere poste in due angoli, cioè l’una nell’angolo destro e l’altra nel sinistro, ambedue i campi sono d’argento, per mezzo dei quali angoli, ne risultano due altri, l’uno di sopra e l’altro di sotto, e in ambedue sono quattro pali vermigli per lungo in campo d’oro. La qual’insegna per l’una e l’altra Croce, denota l’una e l’altra Calabria, li quattro pali vermigli in campo d’oro, sono l’arme d’Aragona”. Semplificando, lo Stemma del Duca di Calabria è: Inquartato nel 1° e 4° d’oro a quattro pali di rosso (Aragona) e nel 2° e 3° d’argento alla croce potenziata di nero. Nella foto in alto troviamo:

– sulla sinistra, lo Stemma su stele presente sulle mura del castello e fotografato nel 1987, con i merli quasi intatti solo da restaurare;

– al centro, lo stemma oggi, circondato dal cemento grazie al “restauro” del 2014;

– a destra, lo stemma del Ducato di Calabria.

Per cui si deduce che lo stemma gentilizio presente sulle mura del nostro Castello, lato sud-est, è di Alfonso d’Aragona, Duca di Calabria. Forse, in occasione della sua seconda visita del gennaio 1489, che corrispondeva all’ottimo stato di avanzamento dei lavori e al pieno soddisfacimento della popolazione agropolese, fu posto questo sigillo in pietra con il suo stemma nobiliare.

Dopo questa scoperta, penso che sia opportuno mettere in sicurezza lo stemma Aragonese, giacché oltre ad essere il più antico presente ad Agropoli, ci documenta l’importante ristrutturazione del castello nel XV secolo e la presenza di Alfonso d’Aragona, Duca di Calabria, prestigioso personaggio storico di quel secolo.

In questa ricerca storica ho cercato di ricostruire, grazie a dei libri e a dei  documenti coevi, un altra pagina del ricco, voluminoso e quasi sconosciuto libro dell’antica Acropolis. Nel contempo, ho avuto modo di scoprire altri importanti documenti, fatti e personaggi del periodo Angiono-Aragonese di Agropoli, che racconterò nei prossimi articoli.

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