Trasparenza, valorizzazione delle competenze e rispetto della dignità professionale dei lavoratori. Sono questi i temi al centro delle osservazioni formulate dai rappresentanti del personale in merito alla proposta di regolamentazione delle attività di supporto alle direzioni dell’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi” di Salerno.
Il documento
Nel documento inviato all’azienda vengono evidenziati diversi aspetti che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, necessitano di approfondimenti e correttivi per garantire una procedura equa, chiara e coerente con le disposizioni vigenti. Tra le questioni sollevate figurano la definizione delle quote di personale da destinare alle attività di staff, l’assenza dell’indicazione dei posti disponibili, i criteri di selezione e le modalità di riconoscimento economico del personale eventualmente assegnato a tali funzioni.
Il commento
«Quando si interviene sull’organizzazione del lavoro e sul futuro professionale di decine di dipendenti – dichiara il segretario generale Biagio Tomasco – è necessario che ogni passaggio sia improntato alla massima trasparenza. Chi partecipa a una manifestazione di interesse deve conoscere con precisione il fabbisogno dell’azienda, i posti disponibili e i criteri che saranno utilizzati per la selezione. Solo così si garantiscono pari opportunità e si evita qualsiasi margine di discrezionalità».
Tra i punti maggiormente contestati vi è la previsione di una priorità nell’assegnazione per il personale con limitazioni funzionali certificate.
«La tutela dei lavoratori con particolari condizioni di salute è un principio che nessuno mette in discussione – afferma il segretario amministrativo Adriano Cirillo – ma una procedura aperta al personale sanitario e socio-sanitario deve consentire a tutti di concorrere nelle stesse condizioni. Esistono già strumenti contrattuali e normativi specifici per gestire le situazioni di limitazione lavorativa. Per questo riteniamo che il criterio prioritario debba essere rappresentato dalle competenze professionali, dall’esperienza maturata e dalle capacità richieste per le attività da svolgere».
Le osservazioni riguardano anche il trattamento economico previsto per il personale destinato agli uffici. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la cessazione automatica di alcune indennità non troverebbe adeguato fondamento nei casi in cui il dipendente continui a mantenere il proprio profilo professionale originario.
Altro elemento evidenziato è la mancata valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita negli anni in specifici ambiti organizzativi e gestionali.
«Le competenze non si improvvisano e non possono essere ignorate – dichiarano congiuntamente i delegati RSU Cristiano Ciro Domenico, Valerio Guida Festosi e Carmine Sammartino –. Chi ha maturato anni di esperienza in particolari settori rappresenta una risorsa per l’intera organizzazione. Per questo chiediamo che formazione, attività svolte e competenze acquisite siano adeguatamente considerate nei criteri di valutazione. Le procedure devono essere costruite sul merito, sulla professionalità e sulla trasparenza, nell’interesse dei lavoratori e dell’azienda stessa».
Le richieste
Nel documento viene inoltre richiamata l’attenzione sulla necessità di un approccio uniforme nell’organizzazione delle attività di supporto alle direzioni, evitando differenze di trattamento tra le diverse categorie professionali coinvolte.
I rappresentanti dei lavoratori concludono infine con un appello al rispetto della dignità di tutti coloro che operano nelle attività amministrative, organizzative e di supporto all’interno delle strutture sanitarie.
«C’è un aspetto che riteniamo fondamentale – conclude Tomasco –: bisogna smetterla con definizioni offensive e stereotipi che mortificano i lavoratori. Chi opera negli uffici, nelle direzioni o nei servizi di supporto non è meno importante di chi lavora in altri contesti assistenziali. Sono professionisti che svolgono funzioni indispensabili per il corretto funzionamento dell’ospedale e meritano rispetto. Dietro ogni attività amministrativa e organizzativa c’è un contributo concreto alla qualità dei servizi erogati ai cittadini».
L’auspicio espresso dai rappresentanti è che il confronto con l’azienda possa proseguire in maniera costruttiva, portando alla definizione di regole condivise, trasparenti e capaci di valorizzare le professionalità presenti all’interno del sistema sanitario.
