Il Coordinamento del Golfo di Policastro del Partito Socialista Italiano ha preso posizione in merito alla comunicazione inviata da Rete Ferroviaria Italiana il 27 luglio 2026. La nota di RFI è giunta in risposta alla richiesta, formalizzata dal partito lo scorso 26 giugno, di ripristinare il servizio di facchinaggio nello scalo ferroviario di Sapri.
La motivazione fornita dall’amministrazione ferroviaria precisa che tale prestazione non risulta più attiva in alcun impianto della rete nazionale e che non si prevedono piani per una sua reintroduzione. Una linea che il coordinamento politico considera puramente burocratica e inabile a risolvere il problema di fondo. L’obiettivo dell’iniziativa non era infatti quello di acquisire dettagli gestionali interni a RFI, bensì di porre l’accento sulle necessità operative di uno snodo cruciale per la mobilità del Cilento, del Golfo di Policastro e dell’area settentrionale della Calabria.
Le problematiche per i viaggiatori e gli utenti dello scalo
La stazione di Sapri costituisce un punto di riferimento quotidiano per un’ampia platea di utenti, tra cui persone anziane, viaggiatori con disabilità, nuclei familiari con bambini e un consistente flusso turistico, in particolare nel periodo estivo. Per queste categorie, la movimentazione dei bagagli senza supporto logistico comporta disagi significativi.
Secondo gli esponenti locali, precludere ogni margine di discussione su possibili alternative riflette una gestione accentrata e poco reattiva di fronte alle esigenze periferiche. Viene evidenziata una palese contraddizione tra i proclami istituzionali legati all’accessibilità, all’inclusione e all’incentivazione del trasporto su ferro, e le decisioni operative che portano al taglio dei servizi volti a garantire la reale fruibilità delle strutture.
Le proposte operative e il prosseguimento dell’azione politica
Dal punto di vista politico e istituzionale, il Partito Socialista Italiano non considera chiusa la vicenda. L’assenza del modello tradizionale di facchinaggio non esclude la possibilità di adottare formule differenti di supporto al viaggiatore. Tra le opzioni auspicate figurano intese con gli enti locali, il coinvolgimento di soggetti autorizzati o l’attivazione di nuovi modelli organizzativi ideati per garantire assistenza nei nodi ferroviari di maggiore rilevanza.
Il coordinatore del PSI per il Golfo di Policastro, Gianfrancesco Caputo, ha ribadito l’intenzione di proseguire l’azione di tutela nelle sedi opportune, sollecitando la rappresentanza politica del territorio. “Difendere una stazione ferroviaria non significa soltanto chiedere più fermate dell’Alta Velocità, ma anche pretendere servizi efficienti, assistenza e attenzione verso le persone”, ha evidenziato Caputo, confermando che la struttura politica locale continuerà a monitorare la situazione senza accettare risposte predefinite.
