La stazione ferroviaria di Sapri si conferma uno dei nodi strategici più rilevanti per l’intero comprensorio del basso Cilento e del Golfo di Policastro. Proprio per questo motivo, sta diventando sempre più insistente la richiesta, mossa da cittadini, pendolari e operatori locali, di riattivare il servizio di facchinaggio all’interno dello scalo. Si tratta di una prestazione considerata essenziale per garantire una corretta accessibilità e un’adeguata assistenza a chiunque si trovi a viaggiare in treno.
Una risposta concreta al flusso turistico e alle fasce deboli
Il volume di passeggeri che transita per lo scalo ferroviario saprese è notevole, con picchi evidenti durante i mesi estivi, quando il turismo locale registra una crescita esponenziale. In questo scenario, la mancanza di un supporto strutturato per il trasporto dei bagagli rappresenta una netta criticità.
L’introduzione di personale qualificato andrebbe a beneficio soprattutto delle categorie più fragili, come le persone anziane, i viaggiatori con ridotta mobilità e le famiglie con carichi ingombranti al seguito, semplificando le manovre di arrivo e partenza.
Accoglienza territoriale e nuove opportunità d’impiego
La reintroduzione del facchinaggio non viene vista solo come un vantaggio logistico, ma anche come un importante biglietto da visita per il turismo dell’area cilentana. Offrire un’accoglienza di livello contribuisce a valorizzare il ruolo della stazione come principale porta d’ingresso al territorio.
I sostenitori di questa proposta sottolineano inoltre un secondo risvolto positivo, ovvero l’impatto occupazionale. Il ripristino delle attività di assistenza sul campo permetterebbe infatti la creazione di nuovi posti di lavoro a livello locale, offrendo un’opportunità di inserimento professionale per il personale dedicato al supporto dei viaggiatori.
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