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Arte contemporanea e territorio: a Campagna la mostra Forme di una città liquida

Dal 10 al 25 agosto 2026 il Chiostro di Palazzo di Città a Campagna ospita la mostra "Forme di una città liquida" curata da Francesco Piazza. Dieci artisti esplorano il tema dell'acqua.

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 05/08/2026
Aggiornato il: 05/08/2026
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Campagna

Il Chiostro di Palazzo di Città a Campagna si appresta a diventare il centro di un’importante riflessione artistica e culturale. Dal 10 al 25 agosto 2026, lo storico edificio in Largo della Memoria 1 ospiterà la mostra collettiva di arte contemporanea intitolata “Forme di una città liquida”, curata da Francesco Piazza. L’evento inaugurale si terrà il 10 agosto dalle ore 19:00 alle 22:00, mentre nei giorni successivi l’esposizione sarà accessibile al pubblico quotidianamente dalle 9:00 alle 14:00.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Campagna e dell’Associazione Giordano Bruno, oltre a avvalersi del Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre. Il progetto si inserisce storicamente nel contesto e nelle tradizioni legate a “La Chiena”, il celebre festival dell’acqua che caratterizza il territorio.

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Il concetto curatoriale e il legame con l’acqua

La mostra raccoglie le ricerche di dieci artisti contemporanei chiamati a misurarsi con il tema dell’acqua, intesa come elemento originario e simbolo universale di trasformazione, memoria, relazione e vita. Attraverso una varietà di linguaggi espressivi, le opere propongono una pluralità di sguardi capaci di intrecciare dinamiche ambientali, antropologiche, sociali e poetiche.

Il curatore Francesco Piazza, direttore della Casa Museo Raffaello Piraino dal 2022 e con all’attivo collaborazioni con il Museo Mandralisca di Cefalù, il Museo Regionale Palazzo Bellomo di Siracusa e la Fondazione Orestradi, ha chiarito la visione alla base dell’esposizione:

“Le città non coincidono con l’insieme delle loro architetture né con la semplice organizzazione dello spazio urbano. Sono organismi culturali nei quali una comunità costruisce la propria identità attraverso luoghi, pratiche e rituali. Campagna appartiene pienamente a questa categoria di città: un luogo in cui l’acqua costituisce il principio generativo della propria storia civile, religiosa e culturale.”

Piazza ha inoltre evidenziato il ruolo del flusso idrico nello spazio cittadino:

“La Chiena, che ogni anno restituisce l’acqua alle strade del centro storico, rappresenta la manifestazione più evidente di questa relazione. Oltre al suo carattere spettacolare, modifica la percezione dello spazio urbano e restituisce alla città una dimensione che, nella quotidianità, rimane invisibile. Il fluire dell’acqua rende percepibile una trama di relazioni, pratiche e significati che costituisce il fondamento della vita collettiva. Una città è liquida non perché l’acqua ne attraversa lo spazio, ma perché la sua identità prende forma attraverso pratiche che continuano a produrre significato.”

Nel percorso espositivo, l’acqua opera come un vero e proprio dispositivo critico. Come sottolineato ancora dal curatore:

“L’arte non si limita a rappresentare il reale: ne modifica le condizioni di visibilità. Ogni opera introduce uno scarto che sottrae l’acqua all’evidenza della sua dimensione fisica, rivelandone la capacità di generare immagini, relazioni e forme di pensiero. È questa, forse, la responsabilità più autentica di una mostra: non confermare ciò che già sappiamo, ma rendere nuovamente interrogabile ciò che credevamo di conoscere.”

Gli artisti coinvolti ed la dimensione simbolica

La selezione degli artisti include Stefano Canzoneri, Gianluca Capozzi, Alessandro Di Giugno, Demetrio Di Grado, Elisa Filomena, Sara Lovari, Eleonora Picariello, Milena Sgambato, Andy Trema ed Elisa Zadi. Ciascun autore ha sviluppato un percorso autonomo in cui l’elemento liquido diventa materia di indagine per analizzare il paesaggio, il corpo, il tempo e le modalità dell’abitare.

Tra i contributi teorici a supporto del progetto figura anche la riflessione dell’artista Eleonora Picariello, che descrive la natura mutevole dell’elemento e il suo valore metaforico:

“L’acqua è capace di una metamorfosi in quanto elemento cedevole e delicato, può infilarsi ovunque, fluida ma nel contempo forte, conformandosi alle situazioni. È per questa qualità filosofica che questa sostanza si distingue e ci insegna ad applicare questa ideologia anche nella vita. Essere fluido assorbire la forza e riusarla, adeguandosi senza andare contro.”

Picariello evidenzia inoltre il parallelismo tra la creazione artistica e la natura dell’acqua:

“L’ispirazione per l’artista è un po’ come l’acqua, una sostanza primordiale informe da cui tutte le forme possono nascere con infinite potenzialità che ancora non sono manifeste. L’acqua è tutto questo: è in grado di creare, purificare, dissolvere, cancellare, materializzare, donare la vita, guarire, ispirare saggezza, rendere immortali, essa è il primo specchio dell’uomo pensante, l’unico specchio che ci fornisce la capacità di vedere dentro le nostre emozioni. […] Essa scandisce il tempo, fuori e dentro di noi.”

L’evento rappresenta dunque un’occasione di incontro tra la comunità locale, il patrimonio storico del Chiostro di Palazzo di Città e la ricerca artistica contemporanea.

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