Logo InfoCilento
  • Newsletter
  • Pubblicità
Canale 79
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici
Cilento

Caso aborti a Sapri: assoluzione piena per il primario Bruno Torsiello

Il Tribunale di Lagonegro ha assolto con formula piena il dottor Bruno Torsiello dalle accuse di peculato e falso. La sentenza: il fatto non sussiste

Di: Maria Emilia Cobucci
Pubblicato il: 30/01/2026
Aggiornato il: 30/01/2026
Condividi

Si è conclusa con una assoluzione piena la lunga vicenda giudiziaria che ha visto protagonista il dottor Bruno Torsiello, primario del reparto di Ginecologia presso l’ospedale “Immacolata” di Sapri. Il Tribunale di Lagonegro, nella giornata del 29 gennaio 2026, ha emesso un verdetto inequivocabile: il fatto non sussiste. La decisione pone la parola fine a un iter processuale durato quasi un decennio, che aveva coinvolto il noto medico in merito a presunte irregolarità nelle procedure di interruzione di gravidanza.

Le accuse e lo sviluppo delle indagini

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lagonegro ed eseguita dai militari della Guardia di Finanza, ipotizzava gravi reati a carico del dottor Torsiello, tra cui peculato, falso e violazione della legge 194. Secondo la tesi accusatoria, il medico avrebbe autorizzato interventi abortivi senza rispettare i sette giorni di riflessione previsti dalla normativa vigente. Inoltre, gli inquirenti sostenevano che il primario avesse redatto certificati falsi ed effettuato prestazioni professionali al di fuori degli orari di servizio ospedaliero, percependo compensi non dichiarati. A causa di tali contestazioni, Torsiello era stato precedentemente sollevato dal suo incarico di direzione.

La fine di un caso giudiziario decennale

Il procedimento aveva inizialmente coinvolto anche l’ostetrica Rosa Vomero, la cui posizione era stata definita già nel 2017 con un’assoluzione ottenuta tramite rito abbreviato. La sentenza odierna estende ora la medesima conclusione legale al primario, smontando integralmente l’impianto accusatorio che per anni aveva generato un forte impatto sull’opinione pubblica locale. Con la formula “il fatto non sussiste”, i giudici hanno sancito l’infondatezza delle accuse, restituendo l’onorabilità professionale al medico dopo dieci anni di battaglie legali.

Il commento

“È stato un calvario per 10 anni, per me e per la mia famiglia, ed ora tutto è finito nel migliore dei modi. Bisogna sempre avere fiducia nella giustizia. Chi non ha commesso alcun  reato non deve avere nessuna paura. A 70 anno andare in pensione  con un marchio infamante sarebbe stato bruttissimo. Finalmente giustizia è stata fatta”. Questo il commento del ginecologo, assistito nel procedimento dall’avvocato Cinzia Morello.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta

© Copyright 2026 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.