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Cronaca

Dalla Piana del Sele al Cilento: ecco la mappa della criminalità sul territorio

La direzione nazionale antimafia ha diffuso una relazione in cui si evidenzia la mappa della criminalità nella Piana del Sele, Cilento e Diano

Redazione Infocilento
06/03/2016 11:00 AM
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La direzione nazionale antimafia ha diffuso una relazione in cui si evidenzia la mappa della criminalità nella Piana del Sele, Cilento e Diano

E’ stato diffuso nei giorni scorsi il dossier della Direzione Distrettuale Antimafia sull’attività compiuta tra il 2014 e il 2015.
I dati riportati per la Provincia di Salerno sono in parte allarmistici poiché si evidenzia la costituzione di “molteplici associazioni criminali tra di loro indipendenti, dedite per lo più al traffico di stupefacenti, ma anche ad attività tipiche dei sodalizi di tipo mafioso, quali estorsioni, usura, detenzione di armi e reati della stessa natura, gruppi che annoverano tra le loro fila non solo pregiudicati già appartenuti in passato ad associazioni analoghe, ma anche numerose persone costituenti le nuove leve di queste attività criminali sempre più in larga espansione”.

“Il permanere del notevole frazionamento sullo stesso territorio di numerose associazioni criminali – si legge nella relazione – in special modo anche quelle composte da cittadini stranieri dedite al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, attività, queste, rientranti nell’esclusivo dominio della criminalità di tipo
mafioso, costituisce conferma dell’assenza nel salernitano di associazioni camorristiche di riferimento molto forti e predominanti sul territorio”.

Ecco qual è nel dettaglio la situazione:

PIANA DEL SELE
Il fenomeno di riaggregazione criminale in forme strutturate, connotate da vincoli associativi, si registra a cominciare dai territori a sud del capoluogo, soprattutto le zone di Battipaglia, Eboli, Campagna e della Valle del Sele. Anche qui (per tutte, il territorio di Montecorvino-Bellizzi-Battipaglia e della Piana del Sele), accanto al già segnalato fenomeno del rientro in campo di ex appartenenti a consorterie criminali, si conferma l’attivismo di criminali di giovane età. In Battipaglia, Bellizzi, Eboli e nella Piana del Sele opera la organizzazione facente capo a Magliano Pierpaolo, collegato al noto capo clan (detenuto) Giffoni Biagio. Gli accertamenti hanno condotto alla individuazione di una associazione a delinquere di stampo mafioso, oltre che di una associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, particolarmente attiva nel territorio di Battipaglia dal 2009 al 2012. Tale sodalizio si pone in linea di continuità operativa rispetto al precedente clan Giffoni, il quale, a sua volta, si collocava sulla scia del clan Pecoraro. Tale successione cronologica, confermata anche dalla presenza all’interno delle formazioni criminali sopravvenute di elementi presenti in quelle precedenti, impone nell’attualità la massima attenzione al fine di scongiurare il pericolo, invero concreto, della costituzione di un nuovo gruppo egemone nella città di Battipaglia. L’associazione individuata in tale procedimento si è resa responsabile di allarmanti reati e si è spinta fino al punto di condizionare e, dunque, pregiudicare la libera espressione del voto in occasione delle elezioni comunali dell’anno 2009. Nello scorso mese di giugno è stata emessa un’ordinanza custodiale nei confronti di 83 indagati appartenenti a tale sodalizio criminale.

CAPACCIO
In Capaccio e zone limitrofe è stata accertata l’operatività di una associazione criminale dedita all’usura ed alle estorsioni, diretta dal noto capo clan della N.C.O. Marandino Giovanni, nonché sono attivi filoni di indagini relative ad altre aggregazioni che sembrano essere finalizzate alla ricostituzione degli ex clan De Feo, Pecoraro-Renna e Maiale. In tale zona è stata accertata l’esistenza di altre organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti facenti capo a Leo Costantino e Pierro Luca. Inoltre, sempre relativamente al territorio di Eboli, Capaccio e della Piana del Sele, sono state svolte indagini che hanno condotto ad accertare l’operatività di più di una associazione criminale dedita al traffico di stupefacenti e/o allo sfruttamento della prostituzione di donne straniere di origine rumena ed all’intermediazione illegale del mercato del lavoro, composta da cittadini extracomunitari ed italiani, tra cui si segnalano quelle facenti capo a JANANI Jauad e MORCHID Jamal ed a Boldijar Livu.

CILENTO
Analoghe associazioni dedite al traffico di stupefacenti, benché di minore consistenza, sono state rilevate sul territorio di Agropoli, tale quella facente capo a Stabile Luigi e Stabile Rocco, e nella zona costiera cilentana, queste ultime, particolarmente attive nel periodo turistico della stagione estiva, disvelate a seguito delle capillari indagini svolte a seguito dell’omicidio del Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. Il dato che, tuttavia, sembra emergere, anche sulla base delle precedenti esperienze investigative che hanno coinvolto la zona del cd. “basso Cilento”, è quello del riciclaggio e del reimpiego sul territorio di ingenti flussi di danaro di illecita provenienza, investiti in loco da sodalizi c.d. “esogeni”, provenienti, in particolare, dalla zona del napoletano. Emblematici sono, in tal senso, sia gli storici interessi economici dello storico clan Fabbrocino, già oggetto di approfondimenti investigativi ed accertamenti giunti anche a sentenze definitive, sia i risultati di una più recente attività investigativa che ha accertato la presenza di interessi del clan Cuccaro, proveniente dalla zona di S. Giorgio a Cremano, Cercola e San Giuseppe Vesuviano, sul territorio di Agropoli e Marina di Camerota. Occorre, pertanto, incentrare l’analisi e l’attenzione sulle principali iniziative economiche ed imprenditoriali in atto sul territorio cilentano allo scopo di individuare eventuali elementi sintomatici della presenza di interessi riconducibili a sodalizi appartenenti alla criminalità organizzata.

VALLO DI DIANO
Il mutamento della geografia giudiziaria dell’area in questione – che ha visto l’accorpamento del Tribunale di Melfi a quello di Potenza e l’accorpamento del Tribunale di Sala Consilina (sito in provincia di Salerno) a quello di
Lagonegro – ha prodotto importanti mutamenti anche sugli assetti e dinamiche della criminalità organizzata del potentino, accentuando, purtroppo, l’influenza e le interessenze, prevalentemente nelle zone del lagonegrese e di Sala Consilina, della contigua ‘ndrangheta calabrese.

OMICIDIO VASSALLO
Da ultimo, vanno segnalate le impegnative indagini condotte dalla D.D.A. di Salerno nel procedimento di eccezionale rilevanza che tratta dell’omicidio commesso in danno del Sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, in relazione al quale uno degli indagati è stato arrestato in Bogotà a seguito della internazionalizzazione di ordinanza custodiale, richiesta ed ottenuta in altro procedimento per il quale, dopo la successiva estradizione, l’indagato è stato di recente condannato.

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