Attivisti, pacifisti, volontari in difesa della Palestina continuano a protestare a Capaccio Paestum contro la presenza di ex soldati dell’esercito israeliano che sarebbero ospiti dell’Hotel Ariston proprio in questi giorni. Nelle scorse settimane erano state numerose le associazioni nazionali e internazionali che avevano espresso preoccupazione per la presenza di Ofer Winter, ex generale dell’esercito israeliano, nella Città dei Templi.
Dall’Hotel Ariston arriva la smentita
Winter è un sospetto criminale di guerra, accusato di crimini contro il popolo di Gaza, ma della sua presenza a Capaccio Paestum, non c’è stata traccia. Anche dall’Hotel Ariston, struttura che avrebbe dovuto ospitarlo, hanno smentito la notizia. Tuttavia, ieri, un secondo presidio di pacifisti si è tenuto davanti all’hotel: “Nonostante l’assenza di Winter, abbiamo la certezza che all’interno ci siano degli ospiti israeliani e non lo accettiamo. Capaccio Paestum è una terra di cultura, simbolo di dialogo tra popoli, non una terra che accoglie criminali.
E’ necessaria una presa di posizione netta. Esiste un rischio che tra gli ospiti dell’hotel Ariston si trovino persone coinvolte in crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Il fatto che possano circolare e soggiornare sul nostro territorio solleva serie preoccupazioni” hanno fatto sapere, tra le altre cose, gli attivisti. Il presidio è stato sorvegliato dalla Polizia, dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale.
La manifestazione
Una manifestazione che ha visto la partecipazione di attivisti di “Legambiente”, “Donne in nero – Movimento Internazionale”, del Comitato “Cilento Palestina”, di “Femminile Palestinese – Progetto Palestina” e di “BDS – Boicottaggio Disinvestimetno Sanzioni Salerno”. Durante il presidio dai balconcini terrazzo dell’Hotel Ariston si è affacciato un uomo, israeliano con ogni probabilità, con il volto coperto che ha lanciato un uovo e pezzi di ghiaccio contro i manifestanti, per poi affrettarsi a rientrare presso la struttura.
Un segno di contestazione, probabilmente, verso le accuse di quanti protestavano, un gesto che ha trovato la ferma opposizione e condanna dei manifestanti: “Noi cerchiamo dialogo e questo gesto è stato gravissimo” hanno fatto sapere. Il presidio, dal valore fortemente simbolico, si è poi sciolto in maniera pacifica.