Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, ha messo un punto fermo sulla disputa legale riguardante l’utilizzo dei terreni situati nel Comprensorio Militare di Persano, nel Comune di I giudici amministrativi hanno confermato la legittimità dell’ordinanza di sgombero emessa dal Comando Forze Operative Sud contro una società agricola che utilizzava oltre 700 ettari per lo sfalcio dell’erba e il pascolo di ovini.
Le origini della controversia
La vicenda trae origine da un contratto di affidamento per il “Lotto 4” del comprensorio, stipulato originariamente nel 2016 per una durata di sei anni. Nonostante una successiva procedura di gara e un tentativo di rinnovo, la Corte dei Conti aveva ricusato il visto sul decreto di approvazione del contratto nel 2021.
Inizialmente, l’Amministrazione Militare aveva consentito alla società di proseguire le attività nelle more di una nuova gara, ritenendo lo sfalcio essenziale per la prevenzione degli incendi.
Tuttavia, nel marzo 2024, il Comando ha cambiato rotta, invocando sopravvenute “esigenze istituzionali” legate all’approntamento e all’addestramento delle forze operative sul territorio. Da qui la diffida e la successiva ordinanza di sgombero ai sensi dell’articolo 823 del codice civile, che tutela i beni demaniali.
I motivi del ricorso e la decisione del Tar
La società agricola ha impugnato i provvedimenti sollevando diverse obiezioni:
- Ha sostenuto che l’occupazione non fosse abusiva poiché autorizzata dalla stessa amministrazione nelle more della gara.
- Ha contestato la mancata applicazione della normativa sui contratti agrari, che avrebbe garantito una durata minima di 15 anni.
- Ha evidenziato l’impossibilità di spostare immediatamente il bestiame a causa di focolai di “Blue Tongue” (lingua blu) accertati tra gli ovini, che avrebbero richiesto rigidi protocolli sanitari prima della movimentazione.
Il Ministero della Difesa, dal canto suo, ha ribadito la natura preminente delle necessità militari, sottolineando che il contratto era ormai scaduto e che la permanenza degli animali era stata tollerata solo per il tempo strettamente necessario alla loro messa in sicurezza.
Conclusioni della sentenza
La sentenza del Tar Salerno ha validato l’operato dell’Amministrazione Difesa. I giudici hanno ritenuto che il titolo di occupazione fosse venuto meno sia per la scadenza naturale sia per l’inefficacia derivante dal controllo negativo della Corte dei Conti. La necessità di utilizzare l’area per scopi addestrativi è stata giudicata una motivazione sufficiente e insindacabile nel merito, rendendo lo sgombero l’atto finale necessario per rientrare in possesso del bene pubblico.
