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Omicidio Vassallo, la Cassazione annulla l’ordinanza per Cagnazzo: “Nuovo esame sui gravi indizi”

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Riesame per Fabio Cagnazzo, rilevando criticità nel quadro indiziario e nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 31/01/2026
Aggiornato il: 31/01/2026
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La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno riguardante Fabio Cagnazzo. Sebbene la misura cautelare fosse già stata revocata per mancanza di esigenze cautelari, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso della difesa volto a contestare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, un passaggio fondamentale anche in ottica di una futura richiesta di riparazione per ingiusta detenzione.

Il nodo delle dichiarazioni dei collaboratori

Al centro della decisione della Suprema Corte vi è la valutazione delle testimonianze rese da Romolo Ridosso ed Eugenio D’Atri. La difesa ha evidenziato come le versioni dei due presentino differenze radicali e insanabili, rendendo difficile distinguere i fatti appresi direttamente da quelli derivanti da mere deduzioni o confidenze de relato. In particolare, è stata contestata l’attendibilità di Ridosso, il cui racconto avrebbe subito numerosi mutamenti nel corso di ben 19 interrogatori.

Le lacune sul movente e sul depistaggio

Un altro punto critico analizzato dai giudici riguarda la ricostruzione del movente e il presunto ruolo di Cagnazzo. Secondo la tesi accusatoria iniziale, l’omicidio del “sindaco pescatore” sarebbe stato legato alla scoperta di un traffico di stupefacenti.

Tuttavia, nelle dichiarazioni più recenti, il movente sembra essersi spostato su contrasti relativi a licenze e autorizzazioni amministrative, elementi che non troverebbero un collegamento diretto con la posizione dell’ufficiale dell’Arma. La Cassazione ha inoltre sottolineato la necessità di una prova più rigorosa circa l’esistenza di un accordo preventivo volto al depistaggio delle indagini che avrebbe, secondo l’accusa, rafforzato il proposito criminoso degli esecutori.

Cosa succede ora

Il procedimento torna ora al Tribunale del Riesame di Salerno in diversa composizione. I giudici salernitani dovranno effettuare una nuova valutazione complessiva del materiale probatorio, attenendosi ai rilievi della Cassazione ed evitando di ripetere i vizi logici già censurati, con l’obiettivo di fare piena luce sulla sussistenza o meno di un quadro indiziario solido a carico dell’indagato.

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