Due volte la conta del consiglio comunale, due volte il consiglio andato deserto: la maggioranza non c’era. Il sindaco Mario Conte perde i numeri e il controllo dell’Aula in una crisi politica che appare ormai irreversibile. Si consuma il momento più drammatico per l’amministrazione guidata dal primo cittadino, poiché per ben due volte, nel giro di pochi giorni, il consiglio comunale è andato deserto a causa dell’assenza strategica e numerica della maggioranza, un segnale politico devastante che certifica la rottura interna alla coalizione e l’impossibilità di proseguire l’attività amministrativa.
Un atto di sfiducia politica
Il fallimento delle ultime sedute non è soltanto una questione di numeri, ma un vero e proprio atto di sfiducia politica, poiché la maggioranza, non presentandosi in Aula, ha di fatto bloccato l’approvazione di atti fondamentali, andando esplicitamente contro le linee programmatiche che lo stesso sindaco Conte aveva presentato e che il consiglio aveva precedentemente approvato. Questa resistenza passiva dimostra una frattura insanabile, lasciando il sindaco isolato e incapace di garantire il numero legale necessario per trasformare gli indirizzi politici in atti concreti.
Il rischio di scioglimento del consiglio
L’immobilismo a cui è costretto il Comune apre ora scenari istituzionali gravissimi, poiché la paralisi prolungata dell’attività consiliare rappresenta una causa diretta di ingovernabilità. Con l’Aula che non riesce a riunirsi e una maggioranza che ha voltato le spalle al primo cittadino, la parola passa ora al Prefetto, che, in casi di impossibilità reiterata di funzionamento degli organi elettivi, ha il potere e il dovere di intervenire, rendendo il procedimento per lo scioglimento del consiglio comunale una concreta prospettiva all’orizzonte.
