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Curiosità

Petina, nasceva oggi Mimmo Beneventano, il chirurgo che sfidò la camorra

La storia di Mimmo Beneventano, chirurgo e consigliere comunale ucciso dalla camorra nel 1980 per la sua opposizione alla speculazione nel Parco del Vesuvio

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 11/07/2026
Aggiornato il: 11/07/2026
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Mimmo Beneventano

Domenico, detto Mimmo, Beneventano nacque l’11 luglio 1948 a Petina. Figlio di un forestale, crebbe tra Petina, Teggiano e la Basilicata a causa dei frequenti trasferimenti lavorativi del padre. Pur avendo vissuto in diversi luoghi, rimase sempre profondamente legato al Vallo di Diano e al suo comprensorio. Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e la specializzazione in Chirurgia, iniziò a lavorare come chirurgo presso l’ospedale San Gennaro di Napoli, esercitando contemporaneamente la professione di medico di base ad Ottaviano.

L’impegno politico contro il malaffare

Ad Ottaviano, Mimmo Beneventano ricoprì la carica di consigliere comunale. Il suo impegno politico lo portò rapidamente a scontrarsi con i progetti di cementificazione speculativa e con il traffico illegale di rifiuti gestito dalla camorra. Egli si oppose apertamente alla Nuova Camorra Organizzata guidata da Raffaele Cutolo, tentando con determinazione di ostacolarne gli affari con la politica locale e di bloccare le speculazioni edilizie che minacciavano il Parco del Vesuvio.

L’agguato e l’assenza di giustizia

All’alba del 7 novembre 1980, mentre stava salendo in auto per recarsi al lavoro, Mimmo Beneventano fu ucciso dai sicari di Cutolo. Per lui, purtroppo, non vi è mai stata giustizia: Raffaele Cutolo è stato infatti prosciolto dalle accuse riguardanti il suo coinvolgimento diretto nell’omicidio.

Un’eredità di impegno e legalità

Il sacrificio di Beneventano non fu vano: la sua morte scatenò una mobilitazione sociale senza precedenti ad Ottaviano, che portò alla nascita dell’associazione degli studenti contro la camorra e all’organizzazione della prima marcia anti-camorra. Oggi, in sua memoria, è attiva la Fondazione Mimmo Beneventano, presieduta dalla sorella Rosalba. La fondazione ha sede in un bene confiscato alla famiglia Prisco, gestito dall’Ente Parco del Vesuvio, e si dedica attivamente alla promozione di progetti educativi sulla legalità negli istituti scolastici della regione.

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