Il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, interviene nel dibattito che sta interessando il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ponendo l’accento sulla necessità di una visione globale della tutela ambientale. In risposta alle recenti prese di posizione dell’assessore regionale Fiorella Zabatta e della consigliera Roberta Gaeta in merito al festival Cilento Selvaggio, il primo cittadino solleva dubbi sulla coerenza delle priorità politiche. “La tutela dell’ambiente deve valere sempre, non solo quando si parla di caccia”, afferma con fermezza il sindaco, sottolineando come la protezione del territorio non possa ridursi a un unico tema.
Interrogativi sulla coerenza istituzionale
Palmieri allarga lo sguardo ad altre criticità che affliggono le aree interne del Parco, chiamando in causa direttamente le istituzioni regionali. Il sindaco cita in particolare il progetto di metanizzazione di diversi comuni, giudicato poco in linea con le direttive europee di transizione energetica, e la piaga del traffico e interramento illecito di rifiuti. “È però legittimo porre una domanda, la stessa attenzione e la stessa determinazione vengono riservate anche ad altre questioni ambientali che riguardano il nostro territorio?”, chiede provocatoriamente Palmieri, invocando un impegno istituzionale che non sia dettato da battaglie selettive, ma che sia rivolto a un’emergenza ambientale a 360 gradi.
Il Parco come territorio vivo e non museo
Il cuore dell’intervento di Palmieri riguarda il ruolo dei residenti, spesso dimenticati dai vincoli ambientali. “Un Parco non è un museo, è una terra viva, abitata da persone che hanno diritto a servizi, sviluppo e futuro”, precisa il sindaco, ribadendo che la protezione dell’ecosistema deve necessariamente integrare le esigenze delle comunità locali. La difesa del suolo, delle acque e del paesaggio deve procedere di pari passo con la garanzia di un futuro economico per chi vive nei borghi cilentani. Secondo il primo cittadino, norme troppo restrittive rischiano di alimentare ulteriormente lo spopolamento delle aree interne, costringendo i cittadini ad abbandonare i propri comuni.
L’invito al confronto diretto
In conclusione, il primo cittadino di Roscigno estende un invito formale all’assessore Zabatta e alla consigliera Gaeta per visitare il borgo durante i giorni del festival, dal 4 al 6 settembre. “Sarà l’occasione per vedere con i propri occhi una comunità che ama la propria terra, che la difende ogni giorno e che combatte per continuare a viverci”, sottolinea Palmieri. L’auspicio è che l’evento possa fungere da momento di confronto per superare la dicotomia tra ambientalismo e vita rurale, ribadendo un concetto chiave: “La tutela della natura deve camminare insieme alla tutela delle comunità. Un territorio senza persone rischia di perdere anche la sua anima”.
