Parco: reti elettrificate per contenere l’emergenza cinghiali, ecco i fondi

Arrivano i fondi dal Parco, ma chi ottiene il finanziamento non potrà più chiedere indennizzi per eventuali danni

VALLO DELLA LUCANIA. Continuano le iniziative dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni per contenere l’emergenza cinghiali. I due baluardi dell’attività posta in essere con la presidenza Pellegrino sono i selecontrollori e le gabbie di cattura, rimedi efficaci solo in parte. Il problema degli ungulati, infatti, rimane e causa ogni anno danni per centinaia di migliaia di euro. Sono soprattutto gli agricoltori a subirli; terreni e coltivazioni vengono distrutte dai cinghiali alla ricerca di cibo. Negli ultimi tempi, inoltre, è sempre più spesso possibile vedere questi animali anche in prossimità dei centri abitati e non mancano incidenti dovuti alla loro presenza.

Ora l’Ente Parco è pronto ad avviare una ulteriore iniziativa per fronteggiare l’emergenza. Sono stati stanziati, infatti, 300mila euro per consentire ai proprietari di fondi di installare reti elettrificate. Tuttavia i destinatari delle risorse non dovranno poi richiedere indennizzi qualora vi siano danni.

Una scelta che non è stata accolta da tutti favorevolmente. Inoltre ci sono i proprietari delle aree contigue al perimetro del Parco che oltre a non poter beneficiare delle risorse non possono neanche chiedere indennizzi e si trovano così a dover fronteggiare il problema senza alcun aiuto.

Una situazione che di fatto non manca di creare perplessità e accresce la sfiducia.

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Gennaro Maiorano

Laureato in ingegneria si occupa di giornalismo dal 2013. Appassionato del Cilento e della sua natura si occupa principalmente di tematiche legate all'ambiente.

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