Arriva una svolta drammatica nelle indagini sul macabro ritrovamento avvenuto questa mattina, 19 luglio 2026, nelle campagne di Eboli. Il cadavere carbonizzato rinvenuto dai Vigili del Fuoco all’interno di un fondo agricolo nei pressi della Strada Statale 7 bis ha ora un nome.
I primi, serrati accertamenti investigativi coordinati dalla Procura della Repubblica di Salerno hanno permesso di risalire all’identità della vittima: si tratta di Luigi Esposito, un uomo di Nocera Inferiore nato nel 1973.
Il punto sulle indagini: confermata la pista del delitto
L’inchiesta, fin dalle prime battute successive allo spegnimento del rogo in via Contrada Bivio Cioffi, ha preso una direzione inequivocabile. La Procura guidata da Raffaele Cantone ha confermato che la vicenda è da ricondursi a una condotta omicidiaria.
Se in un primo momento si era proceduto con il massimo riserbo per dare un volto ai resti martoriati dalle fiamme, i rilievi scientifici effettuati prima dell’alba dal NORM della Compagnia di Eboli e dalla Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS) dei Carabinieri hanno fornito gli elementi decisivi per chiudere il cerchio attorno al nome di Esposito.
Gli esami medico-legali e la caccia ai responsabili
Nonostante l’identificazione sia considerata plausibile e ormai tracciata dagli inquirenti, sul corpo verranno disposti ulteriori esami specifici e il test del DNA per confermare con assoluta certezza formale l’identità del 53enne e chiarire le cause esatte del decesso.
Resta da capire se l’uomo sia stato ucciso sul posto o se il terreno agricolo sia stato scelto solo per disfarsi del corpo e cancellare le tracce con il fuoco. Le forze dell’ordine stanno scavando nella vita e nelle ultime ore di Luigi Esposito per ricostruire i tasselli di quello che si presenta come un vero e proprio agguato.
