Il sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, ha sollevato ufficialmente la questione trasparenza all’interno della Comunità Montana Alburni attraverso una nota formale indirizzata ai vertici e ai consiglieri dell’ente. La missiva, protocollata dal Comune di Roscigno, mira a richiamare l’intero consiglio a una maggiore vigilanza istituzionale, segnalando potenziali anomalie e richiedendo un esame approfondito della documentazione disponibile.
A distanza di pochi giorni dall’invio del documento, lo scenario si è arricchito di un ulteriore e significativo elemento: l’intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
L’intervento dell’ANAC e il nodo delle incompetenza
La nota inviata dall’ANAC accende i riflettori sulla figura dell’attuale vicepresidente della Comunità Montana Alburni (il sindaco di Corleto Monforte, Filippo Ferraro. L’autorità ha infatti evidenziato specifiche criticità che richiamano possibili situazioni di incompatibilità istituzionale. Il nodo della questione riguarderebbe la posizione del vicepresidente in relazione ad alcuni rapporti che vedrebbero coinvolti suoi familiari all’interno del medesimo ente montano.
Si tratta di rilievi che introducono elementi di valutazione stringenti sul piano della legittimità e della corretta gestione amministrativa, richiedendo una verifica immediata e trasparente per fare totale chiarezza nei confronti dei cittadini e delle istituzioni coinvolte.
I dubbi sulla gestione e l’appello alla vigilanza
La reazione del primo cittadino di Roscigno di fronte ai nuovi sviluppi conferma la linea di massima fermezza già espressa nella prima lettera. Palmieri ha ribadito che i rilievi emersi non possono in alcun modo passare inosservati, sottolineando la necessità di agire nel pieno rispetto delle regole.
“Quando emergono rilievi da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, non possono essere ignorati o minimizzati, ma è doveroso fare piena chiarezza, nel rispetto delle procedure e delle prerogative degli organi competenti”, ha dichiarato il sindaco.
La posizione originaria di Palmieri, scaturita dall’analisi degli atti e da precedenti richieste di accesso, paventava già il rischio che l’attuale assetto politico-amministrativo non garantisse la terzietà e l’imparzialità necessarie. Con il documento ufficiale firmato dal sindaco si specificava che l’intento non era muovere accuse infondate, bensì fare emergere sovrapposizioni di ruoli capaci di generare conflitti di interesse.
Secondo il primo cittadino, la mancata analisi di tali elementi configurerebbe una carenza di vigilanza politica da parte di ciascun consigliere, il cui compito primario resta la tutela della corretta amministrazione dell’ente.
