Il gruppo consiliare “Ascea in Testa” ha depositato un’articolata istanza di autotutela con la quale chiede al Comune di Ascea di riesaminare e annullare gli atti che hanno consentito la ricollocazione della concessione demaniale marittima originariamente riferita al Condominio “Parco Venere”. Contestualmente, l’opposizione ha disposto la trasmissione di tutta la documentazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e alla Regione Campania.
L’iniziativa nasce dalle numerose segnalazioni pervenute da cittadini e turisti in merito alla sostanziale occupazione del tratto di arenile della Piana di Velia, con la conseguente significativa riduzione della spiaggia libera e della possibilità di fruizione collettiva. Secondo il gruppo consiliare, la questione non riguarda il singolo concessionario, bensì il rispetto delle regole che disciplinano la gestione del demanio marittimo, la tutela della concorrenza, la pianificazione del litorale e il diritto di tutti i cittadini ad accedere liberamente alla spiaggia.
I nodi giuridici e il Codice della navigazione
Nell’istanza si evidenzia come il Codice della navigazione, in caso di fenomeni erosivi o di modificazioni naturali dell’arenile, non preveda la possibilità di compensare il concessionario mediante l’assegnazione diretta di una diversa porzione di demanio marittimo.
Il rispetto del piano di utilizzazione delle aree demaniali
La nota richiama, inoltre, il più recente orientamento della giurisprudenza amministrativa, secondo cui il trasferimento di una concessione su un’area completamente diversa costituisce, sotto il profilo sostanziale, il rilascio di una nuova concessione. Di conseguenza, tale operazione richiederebbe una nuova istruttoria amministrativa e una procedura comparativa aperta, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza sanciti dal diritto nazionale ed europeo.
Un ulteriore profilo di particolare rilievo riguarda il vigente Piano di utilizzazione delle aree demaniali marittime del Comune di Ascea che, secondo quanto evidenziato nella nota, individua proprio l’area oggi occupata quale tratto destinato a spiaggia libera e prescrive, per ciascun ambito territoriale, il mantenimento di una quota minima del 50% di arenile destinato alla libera fruizione.
Secondo “Ascea in Testa”, l’assegnazione della nuova area determinerebbe, pertanto, una duplice violazione della pianificazione vigente: da un lato verrebbe sottratta alla collettività una superficie destinata alla balneazione libera e, dall’altro, verrebbe compromesso l’equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere previsto dal Piano.
La nota richiama anche la deliberazione della Giunta comunale n. 58 del 24 aprile 2026, con la quale è stato adottato il nuovo Piano attuativo di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (PAD) – solo adottato ma non definitivamente approvato – evidenziando come lo stesso Comune abbia previsto che il futuro assetto delle concessioni debba essere definito attraverso procedure comparative pubbliche e all’esito del procedimento partecipativo ancora in corso.
La richiesta di annullamento d’ufficio e il coinvolgimento di Antitrust e Regione
Per tali ragioni il gruppo consiliare ha chiesto al Comune di esercitare il potere di annullamento d’ufficio ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241/1990, ritenendo sussistente un concreto e attuale interesse pubblico al ripristino della legalità amministrativa, alla tutela della concorrenza, al rispetto della pianificazione vigente, alla salvaguardia della spiaggia libera e alla prevenzione di possibili contenziosi.
Contestualmente è stata interessata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, affinché valuti se l’operazione possa avere inciso sui principi di contendibilità delle concessioni demaniali marittime e sulla parità di accesso alle risorse naturali scarse.
È stata, inoltre, coinvolta la Regione Campania, quale ente titolare della pianificazione generale del demanio marittimo attraverso il PUAD e competente a verificare la conformità degli strumenti comunali agli indirizzi regionali.
