Nuova udienza ieri presso il Tribunale di Lagonegro per il processo che vede imputato l’ex Sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, insieme ad altre sei persone indagate a vario titolo per i presunti reati di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva. Per l’ex primo cittadino resta il divieto di dimora all’interno del territorio della provincia di Salerno.
Il teste chiave Franco Eboli conferma il “Sistema Fortunato”
La seduta ha avuto ancora una volta come protagonista il testimone chiave del processo, l’imprenditore Franco Eboli. Il teste ha nuovamente confermato l’impianto accusatorio, parlando dettagliatamente del cosiddetto “Sistema Fortunato”.
Ad iniziare l’interrogatorio di ieri è stato l’avvocato Franco Maldonato, legale di parte civile dei consiglieri di minoranza di Santa Marina, che ha commentato così la seduta:
“Sì è trattato di un controesame orientato al fine di saggiare la credibilità, l’affidabilità e l’attendibilità del testimone che a giusta ragione è stato credo, da tutte le parti, qualificato come teste chiave, colui che cioè si porta spontaneamente in procura per denunciare quello che sta in ordine alle ipotesi di corruzione a carico del sindaco Fortunato in relazione, al permesso di costruire, rilasciato dall’ingegnere Del Verme, alla società che si era resa cessionaria del fondo di Franco Eboli, attraverso un permesso di costruire diretto, anziché un permesso di costruire convenzionato, previa elaborazione e approvazione del piano di lottizzazione”.
L‘avvocato Maldonato ha poi approfondito la natura tecnica della presunta violazione urbanistica:
“Quest’ultimo è lo strumento urbanistico di dettaglio che la legge prevede quando si tratta di assoggettare ad edificazione e comunque ad antropizzazione territori e suoli che sono allo stato avulsi dal contesto urbanistico preesistente e che necessitano della realizzazione di opere infrastrutturali, primarie e secondarie, senza che queste cedano a carico delle finanze comunali. Si tratta dunque di un enorme danno per il comune e correlativamente di un indebito vantaggio del concessionario”.
Il legale di parte civile ha poi concluso l’intervento sottolineando la gravità del quadro emerso:
“Il controesame, ma anche l’esame di Franco Eboli ha restituito la prova di tutte le circostanze d’atto che hanno consentito il rilascio di questo titolo indebito, arbitrario, illegittimo, a fronte del quale Eboli ci ha detto essere stata pagata una tangente e in questo modo integrando un quadro davvero inquietante che per la verità non è nuovo ai cittadini di Policastro di Santa Marina e all’opinione pubblica del Golfo nella sua interezza”.
La strategia della difesa: caccia alle incongruenze
Successivamente, la parola è passata ai legali della difesa degli imputati Nicola Tortora, Carmine Del Verme e Antonio La Montagna. Gli avvocati Morello, Perongini e Carrato hanno cercato di smontare le accuse mosse da Eboli, focalizzando i propri interventi e sottolineando alcune presunte incongruenze nelle dichiarazioni rilasciate in aula dal testimone chiave.