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Cronaca

Cuccioli morti sotto il sole a Battipaglia: il GIP respinge l’archiviazione e ordina l’imputazione

Svolta sul caso dei quattro cuccioli morti a Battipaglia: il GIP rigetta l'archiviazione e ordina l'imputazione per maltrattamento di animali

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 23/07/2026
Aggiornato il: 23/07/2026
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Tribunale di Salerno

A due anni dalla morte di quattro cuccioli lasciati su un terrazzo sotto il sole cocente a Battipaglia, arriva una svolta decisiva nella vicenda. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno ha rigettato la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e ha ordinato al Pubblico Ministero di formulare l’imputazione nei confronti del proprietario dei cani per il reato di maltrattamento di animali, chiedendo inoltre di valutare la responsabilità penale anche della moglie.

L’intervento e l’opposizione di LNDC Animal Protection

Si tratta della seconda richiesta di archiviazione respinta grazie all’opposizione presentata da LNDC Animal Protection. L’associazione non si è mai arresa davanti alla prospettiva che una vicenda tanto grave potesse essere archiviata senza un processo, insistendo affinché venissero valutate correttamente le responsabilità di chi aveva detenuto gli animali in condizioni incompatibili con la loro sopravvivenza.

“Questa ordinanza rappresenta una vittoria non solo per LNDC Animal Protection, ma soprattutto per quei quattro cuccioli che hanno perso la vita tra atroci sofferenze”, dichiara Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “Per ben due volte il Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione del procedimento e per ben due volte siamo stati costretti a opporci. Oggi un giudice afferma con chiarezza ciò che noi sosteniamo fin dal primo giorno: le responsabilità erano evidenti e meritano di essere accertate in un processo.”

Le motivazioni del Giudice e la giurisprudenza della Cassazione

Nella propria ordinanza, il GIP richiama anche una recente sentenza della Corte di Cassazione che qualifica come maltrattamento la detenzione di cani privi di acqua, cibo e riparo dalla calura estiva. Inoltre, evidenzia come, dalle immagini acquisite e dalla consulenza tecnica prodotta da LNDC Animal Protection, emerga chiaramente che i cuccioli erano stati lasciati esposti al sole, nel mese di luglio, all’interno di una scatola e senza la possibilità di essere allattati dalla madre, in condizioni incompatibili con la loro natura e inevitabilmente destinate a provocarne prima gravissime sofferenze e poi la morte.

Il Giudice sottolinea inoltre che costituisce un dato di comune esperienza che lasciare dei cuccioli esposti alla calura estiva, senza riparo e senza idratazione, sia una causa certa di morte. Gli elementi raccolti delineano chiaramente una responsabilità penale in capo non solo all’indagato, ma anche alla moglie, della cui posizione il Pubblico Ministero dovrà ora tenere conto.

Le critiche ai ritardi dei soccorsi e il ruolo delle istituzioni

“Questa vicenda mette purtroppo in luce anche un altro problema”, commenta Piera Rosati, Presidente di LNDC Animal Protection. “Le segnalazioni da parte dei cittadini erano state numerose e fatte anche il giorno precedente, ma l’intervento delle autorità non è stato sufficientemente tempestivo da evitare la tragedia. In seguito, anziché procedere nei confronti dei responsabili, abbiamo assistito addirittura a due richieste di archiviazione, che abbiamo dovuto contrastare con altrettante opposizioni. Se non avessimo insistito, questo caso sarebbe finito nel nulla.”

Per LNDC Animal Protection, la vicenda di Battipaglia dimostra quanto sia necessario un deciso cambio di approccio nella gestione dei casi di animali lasciati sotto il sole o comunque detenuti in condizioni incompatibili con la loro sopravvivenza.

“I cani continuano a morire di caldo ogni estate perché troppo spesso si interviene quando è ormai troppo tardi”, conclude Rosati. “Questi episodi diminuiranno soltanto quando le segnalazioni dei cittadini verranno trattate con la massima urgenza dalle forze dell’ordine e quando i Pubblici Ministeri, di fronte a fatti così evidenti, eserciteranno tempestivamente l’azione penale invece di chiedere l’archiviazione. La legge oggi offre strumenti importanti per punire chi maltratta gli animali: bisogna avere il coraggio di applicarla fino in fondo. LNDC Animal Protection continuerà a vigilare affinché ciò avvenga e seguirà il processo fino alla sua conclusione, con l’obiettivo di ottenere giustizia per questi quattro cuccioli.”

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