Il panorama culturale italiano si arricchisce di un appuntamento di rilievo internazionale che unisce cinema, memoria storica e riflessione civile. Il 9 giugno 2026 alle ore 18:30, lo storico Palazzo Bonito Oliva di Caggiano, sede dell’archivio Living Theatre, ospiterà la proiezione di “Nanni Balestrini: Poetry Boy”, il documentario firmato dalla regista Nina di Majo. L’evento, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Morra e l’Amministrazione Comunale, mira a consolidare il territorio come un centro d’avanguardia e di pensiero critico contemporaneo. Al termine della proiezione si terrà un dibattito incentrato sul valore dell’arte come baluardo di libertà contro ogni forma di censura.
Un sodalizio artistico per l’avanguardia
L’incontro sarà inaugurato dall’introduzione del regista Mario Martone, legato a Nina di Majo da un profondo sodalizio artistico nato negli anni Novanta sui set di pellicole di rilievo come L’amore molesto e Teatro di guerra. A valorizzare la portata culturale dell’iniziativa sarà presente anche l’attore e regista Andrea Renzi, figura storica e co-fondatore di Teatri Uniti. Renzi curerà una serie di letture speciali attinte direttamente dall’archivio di Nanni Balestrini custodito dalla Fondazione Morra, restituendo centralità alla parola e alla sperimentazione letteraria.
Il viaggio nella memoria di Nanni Balestrini
Con “Nanni Balestrini: Poetry Boy”, Nina di Majo propone un’opera intima e potente che supera la dimensione del semplice omaggio postumo. Il docu-film restituisce centralità alla voce dello scrittore scomparso nel 2019, attraverso un accurato lavoro di recupero di materiali video, registrazioni audio storiche e documenti d’archivio. La regista ha intrapreso un viaggio lungo l’Italia per ritrovare i luoghi e le testimonianze legati all’autore, analizzando l’impatto culturale che, partendo dal Gruppo 63, ha attraversato le stagioni complesse del ’69 e del ’77. Nel documentario emerge l’importante rapporto tra Gino Di Maggio della Fondazione Mudima di Milano e Balestrini, un legame che si traduce in un percorso visivo in cui la parola si trasforma in immagine d’arte e di contestazione politica.
Napoli come patria elettiva e la complicità con Morra
Il documentario mette in luce il legame viscerale tra lo scrittore e la città di Napoli, considerata una vera e propria patria elettiva. Nel contesto partenopeo, Balestrini ha stretto una solida complicità intellettuale con Giuseppe Morra. Il loro rapporto è andato oltre la dinamica tra artista e gallerista, configurandosi come un sodalizio duraturo e dimostrando come Napoli sia stata il luogo ideale per l’esplosione dei linguaggi artistici d’avanguardia. Nelle note di regia, Nina di Majo evidenzia come dal film emergano sentimenti di nostalgia e riflessione critica nei confronti delle dinamiche storiche e del patriarcato in Italia, offrendo anche uno spaccato sul tema della censura che ha toccato la sua stessa carriera di artista donna.
I protagonisti del dibattito culturale
L’evento vedrà il contributo di figure centrali della cultura italiana contemporanea. La regista Nina di Majo, formatasi in contesti internazionali, ha unito nella sua carriera il cinema di finzione, il documentario d’arte e la sperimentazione multimediale, ottenendo riconoscimenti di rilievo come le candidature ai Nastri d’Argento e ai Globi d’Oro per “Matrimoni e altri disastri”.
Accanto a lei, Mario Martone rappresenta il baricentro del rinnovamento visivo e teatrale napoletano di fine Novecento, fondatore dell’esperienza collettiva di Teatri Uniti e regista cinematografico premiato alla Mostra del Cinema di Venezia e ai David di Donatello.
A completare il quadro, l’interpretazione di Andrea Renzi, attore di solida formazione teatrale e cinematografica che ha collaborato con registi come Paolo Sorrentino, Marco Risi e Gabriele Salvatores, la cui esperienza guiderà la lettura dei testi d’archivio di Balestrini.
