L’Azienda Ospedaliero Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno si conferma un polo di riferimento nazionale nella chirurgia oncologica mini-invasiva. Presso l’Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria, un’equipe medica di alto profilo ha raggiunto un traguardo clinico straordinario, portando a termine con successo un delicato intervento di chirurgia endoscopica conservativa su un paziente colpito da una forma avanzata di carcinoma laringeo.
La sfida clinica: un tumore in stadio avanzato
Il caso riguardava un uomo anziano di Pompei, arrivato alla struttura con una diagnosi estremamente severa: un tumore della regione glottica giunto a uno stadio critico. La neoplasia aveva già interessato entrambe le corde vocali e la commissura anteriore, infiltrando progressivamente gli spazi paraglottici posteriori.
In contesti clinici così complessi, i protocolli standard prevedono spesso interventi altamente demolitivi. Tali procedure, pur necessarie per l’eradicazione del male, comportano solitamente la perdita parziale o totale delle funzioni fonatorie e respiratorie, condizionando pesantemente il futuro del paziente.
La strategia chirurgica: microendoscopia e Laser CO2
Per evitare esiti invalidanti, l’equipe diretta dal professor Francesco Salzano ha optato per una strategia chirurgica di altissima precisione. L’operazione è stata condotta tramite microendoscopia diretta in sospensione con il supporto del laser CO2.
Questa metodologia ha permesso di eseguire una “quadrectomia di tipo VI”, una delle procedure più sofisticate e impegnative nell’ambito dell’otorinolaringoiatria. Grazie alla precisione del laser, i chirurghi sono riusciti a ottenere l’escissione radicale della lesione, preservando l’integrità dell’organo laringeo. La riuscita dell’operazione è stata successivamente confermata dall’esame istologico, che ha certificato la rimozione completa del tumore.
I vantaggi della tecnica: dimissioni in 24 ore
L’approccio adottato al Ruggi affonda le radici nella prestigiosa tradizione della scuola napoletana del professor Giovanni Motta, pioniere della disciplina. Attualmente, solo pochi centri altamente specializzati in Italia sono in grado di garantire standard così elevati in questa specifica tecnica.
I benefici per il paziente rispetto alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto” sono stati determinanti:
- Radicalità oncologica senza la necessità di demolire l’organo.
- Assenza di tracheotomia, evitando al paziente il trauma del foro nel collo per respirare.
- Impatto traumatico minimo sui tessuti coinvolti.
- Rapido recupero: il paziente è stato infatti dimesso appena 24 ore dopo l’intervento.
Il successo di questo caso non rappresenta solo una vittoria clinica per il paziente di Pompei, che ha espresso profonda riconoscenza al professor Salzano e ai suoi collaboratori, ma ribadisce il ruolo centrale di Salerno nell’innovazione chirurgica del distretto testa-collo.
