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Cronaca

Dallo spaccio alle estorsioni: maxi operazione nel salernitano. Sgominato gruppo criminale, ecco i dettagli

Attività in 21 Comuni di 5 Regioni. Impiegati oltre 500 uomini e donne delle forze dell’ordine

Comunicato Stampa
11/09/2025 7:23 AM
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In data odierna, la Squadra Mobile di Salerno ed il Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore hanno dato esecuzione a due ordinanze cautelari, la prima emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica di Salerno Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e la seconda emessa dal G.I.P. presso il Tribunale dei minorenni di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, nei confronti complessivamente di 88 indagati, di cui tre minorenni (79) destinatari della custodia cautelare in carcere e 9 degli arresti domiciliari), tra cui figurano elementi di spicco e appartenenti al clan “FEZZA-DE VIVO”, nonché ulteriori soggetti, inseriti nel contesto delinquenziale del Comune di Pagani e delle aree contigue.

L’operazione

L’operazione, che ha visto impegnate numerose unità operative della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con il supporto anche di elicotteri e di unità cinofile per la ricerca di armi e stupefacenti, si è estesa in diversi territori, con il suo fulcro nel comune di Pagani, quale base dell’Organizzazione Criminale, con diramazione in altri comuni prevalentemente delle province di Salerno e Napoli. Contestualmente il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo di urgenza, emesso da questa Procura, nei confronti di beni di valore, di vario genere, nella disponibilità degli indagati, il cui possesso non risulta giustificato dalle possidenze reddituali.

I reati

Agli indagati, per i quali sussiste la presunzione di innocenza fino al giudizio definitivo, sono state contestate, sulla base degli elementi probatori acquisiti nella fase di indagini preliminari e da confermare in sede dibattimentale, a vario titolo, condotte di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione aggravata, riciclaggio, detenzione e porto illegali di armi, tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose, nonché il reato di associazione per delinquere finalizzata al furto, ricettazione e riciclaggio di autovetture di grossa cilindrata.

I provvedimenti

Le indagini che, in un’ottica di continuità, hanno seguito quelle conclusesi nel dicembre 2022 con l’esecuzione di 25 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti alla menzionata associazione camorristica-traggono origine dalle investigazioni che hanno condotto, nell’agosto 2023, alla cattura dell’ultimo degli elementi apicali del clan rimasto in libertà, Vincenzo Confessore, e alla ricostruzione della rete dei fiancheggiatori, nonché dagli approfondimenti connessi al tentato omicidio avvenuto in Pagani, nella medesima estate, ai danni di un giovane spacciatore della zona, che non si era voluto sottomettere all’organizzazione per l’approvvigionamento della sostanza stupefacente.

I citati eventi hanno rappresentato l’occasione propizia per avviare indagini sull’associazione criminale in un momento di forte affanno organizzativo, tracciando le fasi della ricostituzione interna, di inglobamento di nuove forze e, soprattutto, documentando l’importante ruolo ricoperto dalle donne del clan, capaci di assicurare – su direttive e ordini degli elementi apicali detenuti – la sopravvivenza ed il funzionamento dell’organizzazione, in specie attraverso la gestione della cassa comune, con relativa spartizione dei proventi illeciti tra i sodali liberi e detenuti, nonché ponendo in essere operazioni di reinvestimento e riciclaggio dei capitali.

In tale contesto, l’organizzazione, affermando la propria forza intimidatrice attraverso la commissione di numerosi atti di violenza e minaccia realizzati dalla componente “militare”, allo scopo di trasmettere timore nella popolazione ed esercitare il controllo del territorio all’interno dei Comuni di influenza, ha acquisito il dominio delle piazze di spaccio organizzate da gruppi criminali autonomi sul territorio paganese, sia attraverso la fornitura diretta della droga da commercializzare, sia mediante il metodo dell’imposizione tangentizia mensile, alla quale erano costretti a soggiacere anche altri gruppi criminali dediti al furto e alla ricettazione di autovetture e motocicli, fenomeno criminale particolarmente sviluppato in quel territorio.

Le zone maggiormente interessate

Le risultanze investigative hanno restituito, inoltre, un’eccellente capacità di rinnovamento del sodalizio ed un’espansione dei suoi interessi verso i comuni dell’area napoletana di Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità, finalizzata a monopolizzare il mercato degli stupefacenti anche in quelle zone. Tale circostanza ha generato fibrillazioni con gruppi malavitosi antagonisti, sfociati in plateali pestaggi o eclatanti azioni di fuoco eseguiti dalla compagine paganese. Parallelamente è stata accertata l’esistenza di un apparato interno, qualificabile come “controllata” della più articolata associazione camorristica, dedito all’acquisto, allo stoccaggio e alla vendita di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish, proveniente in elevate quantità dall’area napoletana, destinati al rifornimento delle piazze di spaccio del territorio di influenza del clan.

Le attività

Peraltro, le “indagini telematiche” svolte dalla Squadra Mobile di Salerno e dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, in collaborazione con la Francia attraverso uno specifico Ordine di Indagine Europeo, hanno consentito di decriptare la messaggistica cifrata utilizzata dagli indagati per i rifornimenti dello stupefacente proveniente dal Sud America, dalla Spagna e dall’Olanda. In tale ambito, dall’esame del materiale crittografato contenuto nelle chat è emerso come il predetto sodalizio criminale, nell’arco di 4/5 mesi, abbia movimentato circa 600 kg di hashish, 100 kg di marijuana e 35 kg cocaina. Inoltre, le indagini hanno permesso di documentare un ulteriore spaccato concernente la detenzione, l’utilizzo e l’acquisto di numerose armi da guerra, tra cui fucili Skorpion, Kalashnikov e numerose pistole, anche di fabbricazione russa. In proposito, è stato individuato il covo in cui il clan nascondeva le armi utilizzate per compiere i vari agguati o rappresaglie, con il rinvenimento e sequestro di nr. 1000 cartucce di vario calibro, nr. 1 pistola mitragliatore UZI, nr. 8 pistole e nr. 2 giubbotti antiproiettile.

Infine, è stato possibile ricostruire, tra le attività illecite sotto il controllo del clan, anche un settore criminale dei furti dei veicoli, delle estorsioni mediante la tecnica del ed. cavallo di ritorno e del riciclaggio delle auto mediante l’alterazione dei loro parametri identificativi. L’organizzazione, in questo modo, controllava totalmente il fenomeno nell’area di riferimento, fornendo alle cd. batterie operanti la tecnologia idonea ad asportate veicoli di ultima generazione. Si ribadisce che le misure cautelari disposte ed eseguite in data odierna sono state emesse sulla base delle attuali risultanze investigative, per come finora emerse nel corso delle indagini preliminari, e, pertanto, i loro presupposti (sia sul piano indiziario, che su quello preventivo) sono suscettibili di impugnazione in fase cautelare; infine, le accuse, come formulate allo stato nelle contestazioni elevate, potranno essere sottoposte anche alla successiva valutazione nel merito dei giudici delle fasi ulteriori del procedimento penale, se e quando sarà esercitata l’azione penale.

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