Il sito archeologico di località Laurelli, situato nel territorio di Caselle in Pittari, nel cuore del Cilento, torna al centro dell’attenzione scientifica. Le attività di scavo riprendono per arricchire il quadro conoscitivo di un importante insediamento di età lucana, la cui configurazione urbana sta emergendo progressivamente grazie a indagini sistematiche. Il sito, che conserva le tracce di strutture destinate a funzioni pubbliche, private e sacre, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comprensione delle dinamiche insediative nell’entroterra del Golfo di Policastro.
La sinergia tra ricerca e istituzioni
Il progetto vede il coinvolgimento attivo del DiSPaC dell’Università degli Studi di Salerno, con il coordinamento scientifico affidato a Antonia Serritella, Michele Scafuro e Maria Luigia Rizzo. L’intervento si svolge in regime di concessione con il Ministero della Cultura, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e con il sostegno operativo dell’Amministrazione Comunale. La compagine operativa è composta da un gruppo di lavoro qualificato che include studenti, specializzandi e dottorandi dell’ateneo salernitano.
Obiettivi scientifici e collaborazioni interdisciplinari
Le attività di quest’anno mirano a ricostruire con maggiore dettaglio le fasi di vita del centro abitato. Il focus principale sarà rivolto all’esplorazione di un’area sacra a carattere pubblico, un settore del sito che ha già permesso di recuperare reperti significativi e iscrizioni di rilevante valore documentale. Accanto alle consuete operazioni di scavo e alla catalogazione dei materiali, la campagna si avvale di un approccio metodologico interdisciplinare. Sono previste indagini geofisiche gestite dal CNR-IMAA di Tito Scalo e studi di natura geomorfologica e archeometrica, condotti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II.
