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Crisi idrica, Cilento al collasso. La Consac: “Servono 6 milioni di euro”

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“Non c’è settimana che non sia caratterizzata da gravi rotture dell’acquedotto Faraone”. A lanciare l’allarme è la Consac che gestisce la rete idrica in molti comuni del Cilento.

Crisi idrica, Cilento al collasso. La Consac: “Servono 6 milioni di euro”

“Non c’è settimana che non sia caratterizzata da gravi rotture dell’acquedotto Faraone”. A lanciare l’allarme è la Consac che gestisce la rete idrica in molti comuni del Cilento.

“Dopo la grave perdita verificatasi nella nottata tra il 14 ed il 15 agosto, che ha lasciato senz’acqua numerosi comuni costieri proprio il giorno di ferragosto, allorquando la situazione degli accumuli, verificata la sera precedente, era caratterizzata da consistenti riserve idriche capaci di fronteggiare l’alto picco dei consumi, ieri mattina – spiega la Consac – una nuova importante rottura ha interessato lo stesso acquedotto. La falla è ubicata nell’area di Ascea, con conseguente interruzione del servizio idropotabile in Ascea Marina ed in alcune località di Casalvelino, che si è protratta dalle ore 12:00 alle ore 21.00”.

La condotta del Faraone è al collasso e, avverte il consorzio, è necessario intervenire. “Lo stato della condotta è tale che le interruzioni dovute a perdite saranno sempre più frequenti, improvvise ed inevitabili, e coinvolgeranno anche aree non particolarmente interessate nel passato da rotture, che già negli ultimi anni si registrano con frequenza. Urgono, quindi, lavori di sostituzione almeno dei tratti più ammalorati – spiega la Consac in una nota – in quanto la manutenzione costantemente effettuata da Consac da sola non basta. Servono subito almeno 6 milioni di euro per gli interventi più urgenti, come già richiesti in più di un’occasione alle preposte strutture regionali. Consac, nei prossimi mesi, continuerà a sollecitare le autorità affinché vengano erogati i necessari finanziamenti pubblici più volte promessi e preannunciati dalla Regione Campania ed assumerà iniziative sempre più pressanti affinché si prenda coscienza dello stato delle infrastrutture in gestione. Questo stato di cose finisce per mortificare il lavoro delle maestranze di Consac, che non ricevono soddisfazione da un impegno lavorativo che, in estate, è accresciuto e che vede tutta la struttura tecnica privata del godimento delle ferie proprio per fronteggiare l’aumento di domanda”.

Gli Utenti finiscono per vedere nel gestore la causa dei disservizi – evidenziano dal consorzio – senza sapere che il gestore è anch’esso vittima delle carenze infrastrutturali, tra cui non vanno taciute le rilevanti perdite idriche occulte esistenti nelle reti interne ai centri abitati, di cui la gran parte degli enti locali si disinteressa con gli obblighi di realizzare ed ammodernare le infrastrutture pubbliche demaniali che, però, restano in capo a Regione e Comuni”.

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